In Serie A le polemiche non sono mai mancate, specialmente in questa stagione. Gli errori arbitrali hanno condizionato svariate partite e si sono accesi grandi interrogativi sul valore dei direttori di gara italiani. Tuttavia, spesso i calciatori non aiutano: la simulazione è ormai diventata una moda, per contatti minimi si vedono “sceneggiate” senza senso. Comportamenti di questo tipo levano gioia a chi guarda con passione questo sport. I calciatori stessi si rendono, il più delle volte, ridicoli.
Gianluca Rocchi
, designatore arbitrale AIA, è stato ospite negli studi di Sky Sport 24. Tra gli argomenti trattati ha parlato anche delle “simulazioni” dei giocatori a seguito di contatti minimi. Di seguito le sue dichiarazioni:
“Ho chiesto di non accentuare situazioni che riguardano colpi eventuali al viso, perché questa rigidità arbitrale nasce per proteggere i calciatori. L’ammonire chi colpisce il volto dell’avversario con un braccio o con il gomito nasce per tutelarli, ma se viene utilizzato per far ammonire un collega, è un boomerang soprattutto per i giocatori, perché stai facendo ammonire un collega per una cosa che non esiste.
La simulazione è qualcosa che non viene tollerato da chiunque ami questo sport, contro il sistema, non freghi solo l’arbitro e sei contro il sistema calcio: mi auguro che capiscano la delicatezza dell’argomento e che non ribaltino sempre il problema arbitrale, magari l’arbitro ha sbagliato, ma cerchiamo di essere collaborativi. Preferisco prevenire che curare“.
Qualche giorno fa il presidente della FIGC, Gabriele Gravina, aveva messo in evidenza, a livello di percentuale, l’aumento degli errori arbitrali in questa stagione. Secondo i dati da lui forniti, si è passati da una percentuale attorno all’8/9% ad una vicina al 23/24%. In sostanza, ad oggi, un arbitro commette un errore quasi una volta su quattro.
Seguici anche sui nostri profili Instagram, Facebook, Tik Tok,YouTube e X
