Il Milan di Allegri è una squadra particolare. In questo inizio di stagione ha mostrato due volti: da un lato ha faticato con le cosiddette “piccole”, raccogliendo solo due punti con Cremonese, Pisa e Parma; dall’altro è stato impeccabile negli scontri diretti. I rossoneri sono imbattuti nella sfide contro le “big”, cinque vittorie e due pareggi. Ieri sera, con il trionfo sull’Inter di Chivu è arrivata la conferma di questo trend, Con questo andamento il Milan può realmente puntare a lottare per lo Scudetto. Paolo Condò, sulle pagine del Corriere della Sera, ha commentato il derby di ieri:
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“Se il primo risultato può essere un caso e il secondo una coincidenza, il terzo definisce una regola. Il Milan lascia punti per strada con le piccole, ma è implacabile negli scontri diretti: questo 1-0 all’Inter segue quello alla Roma e il 2-1 al Napoli (e lo 0-0 a casa Juve gli andò stretto). L’Inter viceversa domina e spesso devasta chi le sta sotto, ma nel “suo” campionato siamo al terzo k.o. su tre: Juve, Napoli e adesso il derby. Il risultato di ieri è maturato sul prevedibile copione di un’Inter ambiziosa e un Milan umile: i due legni di Acerbi e Lautaro sommati al rigore parato dal portentoso Maignan a Calhanoglu (e siamo alla seconda prodezza decisiva dopo quella anti-Dybala) ci dicono che gli episodi hanno recitato un ruolo enorme.
Il meccanismo perfetto di Allegri
Dal portiere ritrovato ai difensori accesi, dai tempi sospesi di Modric al coltellino svizzero Saelemaekers, alla puntualità in area di Pulisic, Allegri ha costruito un meccanismo che sa interpretare i momenti del match, e questa è una forma di sensibilità collettiva che porta lontano. Per ora al secondo posto col Napoli, mentre la quarta sconfitta costa all’Inter l’aggancio del sempre più sicuro Bologna“.
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