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Ambrosini sul rinnovo di Maignan: “Non credo alle voci sull’Inter”, poi il paragone con il passato

Massimo Ambrosini Milan

 

Massimo Ambrosini ha analizzato una delle situazioni più calde in casa Milan: il rinnovo di Maignan che sembra essere sempre più lontano. Il portiere francese è uno dei migliori tra i rossoneri in questa prima parte di stagione. Recentemente ha parato due rigori nei big match contro Roma e Inter e anche con la Lazio le sue parate sono state decisive. Il rinnovo però sembra ancora essere un miraggio, dopo gli attriti con la società legati alla scorsa stagione.

Anche in estate l’estremo difensore della Nazionale Francese è stato vicino all’addio, ma la diplomazia di Allegri e Tare ha evitato che le strade di Mike e del Milan si separassero prima della scadenza del contratto. Nel corso di Elastici, podcast di Cronache di Spogliatoio, Ambrosini è tornato su questo tema, tirando in basso situazione che anche lui si è trovato a vivere, con dei compagni di squadra indecisi sulla loro permanenza a Milano. Queste le parole di Ambrosini:

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Forse Mike ha bisogno di superare il rancore che gli ha impedito di firmare il contratto in precedenza. Noi abbiamo convinto Paolo (Maldini ndr), un paio di volte a firmare, sono sicuro che abbiamo dato una grossa mano, anche se erano diverse le condizioni, infatti il paragone è un po’ forzato. Paolo aveva il dubbio se smettere o meno. Noi più volte gli abbiamo per fargli capire che poteva continuare, dato che stava ancora bene fisicamente. Quando si è ritirato, stava meglio dal punto di vista fisico rispetto a 2 o 3 anni prima“.

Per Maignan il discorso non può essere paragonabile, la scelta non è tra smettere e continuare. Le voci sull’Inter? Non credo che ci andrebbe. La richiesta di rinnovo da parte di Gabbia sui social è normale. Sono cose che si fanno e che si dicono. I compagni di squadra cercano di dare due consigli nei limiti di quello che può succede. Io penso che Maignana abbia parlato con i compagni, con quelli con cui ha più confidenza, spiegando le sue ragioni. In passato lo abbiamo fatto con Kakà, scrivendogli più volte “Dove vai, rimani a Milano”.

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