Ha fatto tanto discutere, e probabilmente continuerà a farlo, l’episodio che ha visto protagonisti Massimiliano Allegri e Lele Oriali durante la semifinale di Supercoppa Italiana. Il tecnico rossonero si sarebbe rivolto verso il secondo di Conte con frasi offensive, per rispondere alle provocazioni che arrivavano dalla panchina partenopea. Dopo alcuni secondi di tensione, tutto sembrava finito e risolto, se non fosse che ha fine partita è stato proprio il Napoli a riaccendere la discussione con un comunicato ufficiale. Nel comunicato, la società denunciava in maniera pubblica il comportamento del tecnico del Milan e in modo particolare sottolineava la gravità delle frasi rivolte ad Oriali.
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L’opinione pubblica si è divisa a metà. Di queste situazioni se ne vedono in quasi tutte le partite, eppure c’è chi ritiene corretto il comportamento della società azzurra che ha permesso al giudice sportivo di multare Allegri e mettere in luce questi tipi di comportamento. Non è dello stesso avviso Giuseppe Cruciani che, durante la puntata del podcast Number 1, ha espresso il suo disappunto su come è stata gestita tutta la situazione. Queste le sue parole:
“Io sono per togliere quel velo di ipocrisia e di politicamente corretto che c’è ancora nel calcio purtroppo. Qualsiasi cosa viene detta nel perimetro di gioco deve rimanere lì e non va sanzionata. Altrimenti abituiamoci a mettere telecamere ovunque, qualsiasi parolaccia vale 100 euro, 200 euro, 1000 euro, 2000 euro. Il calcio non è così, il calcio è carico di tensioni. Le strette di mano sono pura ipocrisia, le parole di circostanza sono pura ipocrisia. Le frasi di Allegri fanno parte di diverbi, di litigi che possono accadere durante una partita, punto e basta.
Il comunicato del Napoli è senza senso. Ripeto, non lo dico perchè è Allegri, lo dico perchè alcune cose nascono e finiscono in 90 minuti. La multa fatta ad Allegri è un segnale. Il calcio qualche volta è scorretto. È pieno di racconti, gente che non si sopporta. Bisogna accettarlo e non si può trasformare.“
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