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Abbiati a tutto campo: le differenze col vecchio Milan, il consiglio a Leao e il pronostico sulla Coppa Italia

Abbiati

L’ex portiere del Milan, Christian Abbiati, ha rilasciato una lunga intervista all’edizione odierna di SportWeek, soffermandosi anche sul momento attuale dei rossoneri guidati da Sergio Conceicao. Di seguito le sue parole:

Sulla differenza con il vecchio Milan: “Questione di giocatori meno forti? Credo di sì, ma non conosco il Milan attuale, quindi non posso giudicare. Però conosco il Milan di allora: una famiglia, a partire dal presidente Berlusconi, passando per Galliani e Braida, fino a noi giocatori. Che passavamo tanto tempo assieme, formando un gruppo di uomini e grandi campioni. Eravamo davvero un pezzo unico che andava dritto per la sua strada. Avevamo la cosiddetta mentalità vincente: entravamo in campo sicuri di portare a casa il risultato. Poi capitava che non ci si riuscisse, ma in partenza la convinzione era quella”.

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Sulla finale di Coppa Italia: “Il Milan può essere considerato favorito per tradizione, cifra tecnica e così via. Ma il Bologna è pericoloso, per gioco e risultati sta confermando l’ottimo rendimento di un anno fa e questo va a merito di Italiano che in panchina ha sostituito Motta. Poi è una partita secca, può succedere di tutto”.Sul nuovo modulo: “Il nuovo 3-4-3 di Conceiçao? Mi convince o no, poco importa. Sta portando risultati, quindi ben venga”.Su Leao: “Leao è croce o delizia? Con le qualità che ha, può dare qualcosa di più, però io sono per delizia, non per gettargli addosso la croce. Gli va trovata secondo me, una collocazione in campo diversa, una dimensione più ‘giusta’. Dovrebbe giocare un po’ più vicino alla porta. Ma i suoi allenatori non la vedono in questo modo e, visto che io allenatore non sono, avranno ragione loro…”.Sul rinnovo di Maignan: “Mike va tenuto. È difficile trovarne altri alla sua altezza. Io ho un debole per Donnarumma, ma Maignan è un ottimo portiere”.I 3 giocatori su cui ripartire

: “Secondo me sono anche più di tre, ma le scelte dovranno essere fatte sulla base delle idee dell’allenatore, vecchio o nuovo che sia. Quest’anno è mancata la continuità, nelle prestazioni prima ancora che nei risultati”.

Sulla continuità: “Bisogna essere campioni dentro, aere dei buoni maestri e una società solida alle spalle. Di sicuro, quando io arrivai al Milan imparai dai Costacurta, Maldini, Albertini… Se vuoi imparare, impari. Alessandro Nesta ha detto una cosa verissima: il Milan è più grande di qualunque campione possa andarci a giocare. Arrivare al Milan è solo un punto di partenza; restarci è la cosa più difficile. E ci resti solo col lavoro e il sacrificio, il sacrificio e il lavoro”.

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