PRIMA PAGINA

Abete sulla Nazionale: “Ecco il problema della struttura normativa. Questo sarà il primo passo per ricostruire!”

Si avvicina l’elezione del prossimo presidente della FIGC, con i candidati Giovanni Malagò e Giancarlo Abete protagonisti nelle ultime ore di una lunga serie di dichiarazioni rilasciate a Sky Sport.

Tra i temi affrontati da Abete c’è stato soprattutto quello legato al futuro della Nazionale italiana di calcio e alla scelta del prossimo commissario tecnico azzurro.

Nel corso del suo intervento, Abete ha preferito non sbilanciarsi su eventuali nomi per la panchina dell’Italia, sottolineando come al momento il riferimento resti Silvio Baldini.

“Chi vedo come CT dell’Italia?”

L’ex presidente federale ha spiegato di non voler alimentare ulteriori polemiche o creare difficoltà in una fase particolarmente delicata per il calcio italiano.

“Chi sarà presidente valuterà, non voglio creare problemi a nessuno”.

“L’Italia deve ripartire”

Abete ha poi allargato il discorso al momento complesso vissuto dalla Nazionale negli ultimi anni, facendo riferimento anche alle difficoltà dell’Italia nelle qualificazioni mondiali.

“L’importante è ripartire. Quando mi dimisi non avrei immaginato che per giocare una partita del Mondiale avremmo dovuto aspettare il 2030”.

Parole forti, che fotografano tutta la preoccupazione per il percorso della Nazionale italiana dopo le ultime delusioni internazionali.

“La prima scelta sarà questa”

Secondo Abete, il primo passo fondamentale per ricostruire un progetto credibile sarà proprio la scelta del nuovo CT.

“La prima cosa da fare è individuare il commissario tecnico”.

Il dirigente ha spiegato che la federazione accompagnerà questa fase di transizione fino al rinnovo ufficiale delle cariche federali, ma che successivamente servirà una ripartenza vera attraverso un progetto tecnico chiaro e strutturato.

“Il sistema ha dei problemi”

Nella parte finale del suo intervento, Abete ha poi criticato l’attuale struttura normativa del calcio italiano, definendola troppo bloccata e poco flessibile.

“La seconda cosa è lavorare sul quadro normativo, il nostro è ingessato”.

Secondo l’ex presidente FIGC, negli ultimi anni non è stato possibile trovare una reale intesa tra le varie componenti del sistema calcistico italiano, nemmeno con un presidente sostenuto da un consenso quasi totale.

“Anche con un presidente eletto con il 98% dei voti non è stato possibile trovare un’intesa tra le componenti”.