Intervistato dal Corriere della Sera, l’ex Milan Demetrio Albertini ha annunciato l’addio dal ruolo di presidente del Settore Tecnico della Figc. L’ex rossonero, inoltre, ha parlato anche dell’imminente sfida di Champions League tra Inter e Barcellona. Queste le sue parole:
Sull’addio alla FIGC:
“Lascio la FIGC, ma non il calcio. Consideravo chiuso il mio ciclo”.
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Sul suo futuro:“Come spesso spiego durante gli incontri che faccio con i manager di azienda, ho esordito in serie A a 17 anni. Sono rimasto nel calcio professionistico per 18 mentre da 20 sono dirigente. Non sono pochi eh. Forse sono troppo qualificato per essere chiamato da un club italiano? (ride, ndr)”.Sulla semifinale di Champions tra Inter e Barcellona:“Al di là della tattica, il primo requisito indispensabile in una fase cruciale della coppa è l’attenzione. Molti giocatori dell’Inter hanno già disputato la finale di Istanbul due anni fa e perciò sanno gestire certe emozioni”.

Sull’Inter:
“Se parte svantaggiata? Assolutamente no. Marotta e Ausilio hanno costruito la squadra seguendo logiche semplici: mixando giovani ed esperti, facendo però affidamento su un gruppo di italiani come Barella, Acerbi, Bastoni, Darmian, Dimarco. Un elemento cruciale, perché sono loro che creano il senso di attaccamento alla maglia. Marotta aveva già seguito questo modus operandi alla Juventus e lo ha replicato a Milano”.
Sul paragone con il suo Milan:
“Verissimo, questa Inter ricorda il mio Milan, soprattutto per il gruppo. In certi casi deve essere la società a creare il contesto per far rendere al meglio i giocatori. Uno spogliatoio coeso ti spinge a dare di più, a superare ogni difficoltà. Io posso testimoniarlo nella mia duplice veste. Da senatore del Milan e da straniero nel vestuario del Barça”.
