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Albertini ricorda i tempi d’oro: parole d’amore per due bandiere rossonere!

Demetrio Albertini

Il periodo corrente non è il più adatto per parlare del successo e della grandezza mostrata in campo dal Milan. Il Diavolo che i tifosi stanno ammirando nelle ultime settimane, e in generale in stagione, è una versione opaca. Per quella vera, bisogna fare affidamento sui ricordi, delle vittorie passate e dei campioni che hanno vestito il rossonero, come Demetrio Albertini.

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Nell’intervista pubblicata da Vivo Azzurro TV, l’ex centrocampista ha parlato del suo passato, specialmente di due allenatori, Sacchi e Capello.

“Mi ritrovai a firmare il mio primo cartellino con il Milan. Nei primi anni, allenandomi due-tre volte a settimana facevo avanti e indietro con mia madre prendendo autobus e treni. A 14 anni ho iniziato ad andare a Milano da solo e a 17 anni era il momento di trasferirmi in collegio per giocare con la Primavera, ma a settembre Sacchi mi disse che sarei stato aggregato alla prima squadra in pianta stabile e lì è cambiato tutto”.

Albertini, ha speso parole d’affetto per Sacchi, l’artefice del grande Milan di fine anni ’80.

“Il rapporto con lui è meraviglioso, anche perché conosco tutti i suoi difetti e li accetto (sorride, ndr). Mi ripete sempre che sono stato l’unico calciatore che dopo aver smesso ha avuto il coraggio di lavorare con lui. C’è un rapporto di stima straordinario, anche perché mi ha insegnato a diventare giocatore di calcio, mentre prima ero solo un calciatore”.

Infine, una chiosa parlando di un altro gigante della panchina del Milan, Fabio Capello.

“Mi ha messo in campo titolare a 20 anni in una delle squadre più forti del mondo. Alla fine quando si gioca si cresce e il merito va alla sua scelta”.

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