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Allegri, Chivu e i punti in comune spiegati da Fabio Capello

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Nell’edizione odierna della Gazzetta dello Sport, Fabio Capello ha scritto un articolo lungo e molto interessante su quel che sarà il duello di questa stagione tra Milan e Inter. L’ex tecnico si è particolarmente focalizzato sui due mister dei club milanesi, Allegri e Chivu, e sul loro modus operandi. Di seugito un compendio del pezzo di Capello:

“È molto intrigante questo derby Inter-Milan di alta classifica, perché abbiamo modo di apprezzare due allenatori così diversi lassù. Da un lato Max Allegri, profilo di grande esperienza e dalle grandi capacità di gestione in qualsiasi momento della stagione, sia di euforia sia di difficoltà; dall’altro Cristian Chivu, che viene da una esperienza come quella di Parma e si è trovato a guidare una squadra come l’Inter, che l’obiettivo di vincere il campionato. Questi due allenatori hanno riportato la lotta Scudetto su una dimensione milanese, nonostante il campionato sia ancora aperto e perché c’è sempre lì un Napoli che, con Antonio Conte, non si arrenderà certamente”.

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I punti in comune che hanno Allegri e Chivu:
“Stanno riuscendo entrambi a tirare fuori il massimo dalle proprie squadre, anche se in maniera differente. Chivu ha trovato un gruppo già collaudato, ma scottato dalla finale di Champions League contro il PSG, quindi da rigenerare innanzitutto psicologicamente. Allegri, invece, doveva costruire la squadra. Ma al di là delle differenze, c’è anche qualcosa che accomuna questi due allenatori ed è la personalità. Allegri ha un carisma consolidato, riconosciuto e riconoscibile. Chivu sta garantendo una crescita importante, ha portato a casa i risultati giusti per arrivare in cima alla classifica e poi mantenere questa posizione”.

Come Max ha ricostruito il Milan:
“Allegri ha ricostruito la squadra e l’ha fatto con elementi in grado di portare in campo il suo temperamento. Il più ‘allegriano’ di tutti, senza dubbio, è Rabiot per la rabbia che mette in campo, per l’intensità che garantisce e per la voglia di lottare. E aggiungo anche Maignan che, insieme al connazionale, sa quando dover prendere per mano la squadra. Questo è un fattore che nel lungo cammino del campionato potrà fare la differenza”.

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