Da quando mio fratello ci si trasferì con la famiglia nel lontano 1992, Firenze ha quel non so che di seconda casa. Il capoluogo toscano mi entrò subito nel cuore, forse per le bellezze artistiche della città, così piccola e diversa dalla mia grande e caotica Milano, una città a misura d’uomo una di quelle in cui andrei a vivere molto volentieri. Insomma, fu amore a prima vista.
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Come Firenze anche la Fiorentina mi ha sempre ispirato simpatie. Per il suo pubblico molto caldo, a volte anche troppo. Ma soprattutto perchè ero calcisticamente innamorato follemente di due giocatori, che vestivano la maglia viola negli anni 90’. Gabriel Omar Batistuta e Manuel Rui Costa. Il regista portoghese abbiamo avuto la fortuna di vederlo con la nostra casacca. Giocatore di un’eleganza e di una tecnica sopraffina. Assist man per eccellenza, che però in rossonero non tocco mai le vette di rendimento viste a Firenze. Come avrete ben capito Fiorentina-Milan è forse una delle mie partite preferite, anche perché sempre negli anni 90’ a volte fu crocevia obbligato per lo scudetto.
I Natali a casa Carra si passavano rigorosamente a casa dei miei genitori, questa era la regola non scritta, ma non fu così per quello del 1995. Mio fratello Gianni con una bugia bianca, ci invitò a casa sua per quelle feste natalizie, dicendo di avere comprato come regalo per me e mio Papà i biglietti di tribuna per la sfida scudetto del 23 Dicembre. Tagliandi praticamente introvabili. Convinsi con mio fratello nostro padre a rivedere le tradizioni, frignagnando come solo un adolescente di 15 anni può fare. ‘Quel Natale lo passeremo a Firenze, ma io a Fiorentina-Milan ci devo essere!’.
Arrivati a Firenze, però, la doccia gelata, ancor più del vento freddo che soffiava in città in quei giorni…i biglietti non esistevano, era solo una scusa per averci a casa sua a Natale.
Se fossi potuto tornare indietro a Milano a piedi, lo avrei fatto immediatamente. ‘Cosa sono venuto a fare che la partita non è nemmeno il posticipo serale?’, mi sono chiesto. Ai tempi unico match che offrivano in diretta televisiva le pay tv. Il miracolo Natalizio però non tardò ad arrivare a consolare il povero Milanologo. Colpo di scena per motivi di ordine pubblico solo per Firenze e provincia, Rai 3 avrebbe trasmesso in diretta la partita.
23 Dicembre 1995, l’Artemio Franchi ribolle di entusiasmo. Esaurito in ogni ordine di posti, i tifosi viola erano carichi più che mai tutti convinti che sarebbe stata la partita del sorpasso. Infatti la classifica recitava dopo 14 giornate, Milan a 29 punti e la Fiorentina a 28. Io, leone in gabbia davanti alla televisione a casa di mio fratello, mi sentivo comunque in trasferta. In una città che sembrava deserta, tanto che non passava una macchina nemmeno per sbaglio.
Alle ore 14.30 l’arbitro Pairetto da inizio alle ostilità. Si parte e dopo soli 12 minuti, George “Re Leone” Weah gela una città intera con una zuccata su calcio d’angolo. Corsi in balcone a gridare ‘Gol Gol’, ma mi accorsi che era l’unico appartamento di Firenze felice di quella segnatura. Neanche il tempo di chiudere la finestra e arriva un boato, dopo 1’ aveva pareggiato Robbiati. Tutto da rifare. Si va al riposo sul risultato di 1-1. La partita è molto importante e sentita dalle squadre infatti lo spettacolo stenta a decollare.
Nel secondo tempo dopo soli 9 minuti c’è un rigore per il Milan. Roberto Baggio questa volta non si rifiuta di batterlo contro la sua ex squadra, come fece qualche anno prima con la Juventus. Prende la mira e ‘Gol Gol Gol’. 2-1 per noi. Evitai però di correre in balcone un po’ per scaramanzia e un po’ per evitare gli insulti che sarebbero arrivati dalle altre case. A un quarto d’ora dalla fine pareggia Ciccio Baiano inchiodando il risultato sul pareggio finale.
Il sorpasso fu scongiurato e io passai le vacanze Natalizie girando per la città a testa alta bullandomi del mio primo posto in classifica, in quella città che tanto mi piace, ma che per 90 minuti avevo sentito calcisticamente “nemica”. A fine stagione il Milan vinse lo scudetto proprio con la matematica certezza avuta nella partita di ritorno contro i viola.
Il match d’andata fu anche l’ultimo Natale che passammo in famiglia prima che mio Papà si ammalò. La partita di ritorno invece fu l’ultima partita che vidi con lui allo Stadio.
Quei due match mi rimarranno sempre nel cuore, così come nel mio cuore c’è sempre un posticino per la mia amata Firenze.
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