Massimo Ambrosini torna a parlare di Milan, di Paolo Maldini e delle prospettive della Serie A. L’ex centrocampista e capitano rossonero ha ripercorso alcuni temi centrali della sua carriera e del calcio italiano, offrendo una riflessione che parte inevitabilmente anche dal mondo Milan. A soffermarsi in modo particolare sul nuovo corso rossonero è stato proprio l’ex capitano del Milan, intervistato in esclusiva da SportMania24. Ambrosini ha parlato dell’arrivo di Gonçalo Ramos, della rivoluzione estiva e di ciò che si aspetta dalla squadra di Rúben Amorim.
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Qual è l’acquisto che ti ha intrigato di più in Serie A?
“Goncalo Ramos è un giocatore che io vidi in giro per l’Europa quando era al Benfica e cominciai ad interessarmi. Il passaggio al PSG lo ha fatto un pò sparire dai radar per la poca continuità. E’ un calciatore forte, che sa giocare con la squadra, sa concludere e quindi la curiosità è vedere quanto possa incidere in un Milan nuovo”.
Cosa ti aspetti da questa rivoluzione rossonera?
“Mi aspetto di vedere che tutto quello che c’è stato raccontato nel precampionato abbia una reale continuità in campionato. Mi aspetto che la squadra abbia un atteggiamento diverso e quindi la dirigenza nuova ha voluto scegliere un profilo che porti una ventata nuova. E’ una squadra che ha bisogno di aumentare la quantità di leadership, l’anno scorso se la sono divisi Modric e Rabiot”.
Ambrosini, poi, ha affrontato il tema Nazionale, parlando apertamente della situazione legata a Maldini e alla mancata chiamata di Pirlo.
Come hai vissuto la questione Nazionale con Maldini, Leonardo, Pirlo fino a Mancini e Ranieri?
“L’ho vissuta male, abbiamo fatto una figura orribile nei confronti del mondo. E’ stato brutto e umiliante da italiano vedere come è stata gestita questa cosa. Scelta giusta con Mancini e Ranieri? Non lo so. E’ un bravo allenatore ma io non l’avrei scelto. Siamo ottimisti sul fatto che possiamo arrivare ad un obiettivo di un certo tipo. Secondo me, con tutto il rispetto per Ranieri, Maldini e Leonardo avrebbero portato un progetto che era abbastanza chiaro. Che la loro scelta fosse quella giusta era abbastanza scontato”.
Avresti scelto Pirlo come CT?
“Non avrei escluso la possibilità che Andrea potesse fare un bel lavoro. La narrativa che c’era dietro di lui è ridicolo, ancor prima della faccenda russa, parlo del profilo tecnico. In Italia siamo delle bestie. Sarebbe stata una scelta forte, era un nome che magari non poteva rappresentare nell’immaginario una cosa così condivisibile. Però, tutta la campagna pre e post è stata vergognosa”.
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