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Amorim: “Pulisic e Cissè possono giocare insieme. Perchè non segniamo nei primi tempi? Rispondo così”

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Il tecnico rossonero, Rúben Amorim, si è espresso così nella conferenza stampa alla vigilia di MilanLecce, match valido per la quinta giornata di Serie A:

Il ricordo per Sandro Mazzola:
“A nome della società volevo mandare le condoglianze alla famiglia di Sandro Mazzola e tutta l’Inter. Abbiamo perso una leggenda del calcio mondiale. Però questa è la vita. La vita va avanti. Abbiamo vissuto la stessa situazione con Franco Baresi”.

Oggi San Siro compie 100 anni. Domani bisogna onorare lo stadio:
“È bello far parte della storia di San Siro. Non parlerei di impegno perché sono qualità che abbiamo già. Vogliamo vincere la partita per dare soddisfazione ai nostri tifosi”.

Com’è andata dopo la partita contro il Benfica? Come sta Rúben Amorim?
“Quando si perde non si è mai la stessa persona. Se io fossi lo stesso, in caso di sconfitta ci sarebbe qualcosa che non va. Quando si è competitivi si vuole vincere. Non si può cambiare il passato. Anche quando perdiamo parlo con la squadra delle cose da migliorare. Quindi vogliamo essere pronti”.

Sui primi tempi senza aver segnato:
“Credo che si tratti di un caso perché contro il Torino e Venezia abbiamo giocato molto bene, abbiamo avuto occasioni da gol con Ramos. Nel primo tempo la maggioranza delle squadre sono organizzate. Nella ripresa possiamo inserire nuovi giocatori. Però l’importante è cercare di non subire gol”.

Perché alla prima partita europea ha mandato quella formazione in campo?
“Il Benfica ha cambiato nove giocatori rispetto alla formazione precedente. Io ho cambiato perché bisogna fare delle rotazioni. Noi abbiamo avuto più occasioni, più possesso, più tocchi nell’area avversaria e a volte non si riesce a segnare. Il Benfica ha segnato alle prime occasioni. Quindi credo che sia una cosa collettiva più che di singoli”.

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Cosa manca al Milan per la promessa che ha fatto?
“Credo che abbiamo dominato per alcuni tratti di partite. Però la priorità domani sarà di battere il Lecce. Vogliamo dominare le partite, ma siamo ancora in fase di organizzazione. Domani contro il Lecce sarà un’ottima occasione per migliorare l’organizzazione”.

Sulla visita di Ibrahimović:
“La visita di Zlatan credo che ne abbiamo parlato durante la scorsa settimana. Questa era un visita collegata al suo ruolo nella società. Il nostro focus è sulle partite. Questa visita non ci ha distratto dal nostro compito di vincere le partite. Con Csrdinale è tutto normale. Quindi noi abbiamo parlato del Milan”.

Sulle dichiarazioni post-gara contro il Benfica:
“Credo che due cosa possano essere vere. Si parla molto del modulo, del sistema di gioco, perché altrove non si è abituati a vedere tre centrali di gioco. Però io non sono così legato al mio sistema di gioco. Ciò che conta sono i principi di gioco. Ciò che ho detto è che quando arriva un nuovo allenatore in un club è impossibile avere tutte le caratteristiche in ogni evenienza. Capello mi ha chiesto della fase offensiva, dicendo che siccome non abbiamo creato tanto forse era il caso di concentrarci sulla fase difensiva. Io gli ho detto che bisognava migliorare la fase difensiva con il possesso. La mia idea di calcio è molto chiara. Le mie dichiarazioni sono molto coerenti: questo sia chiaro”.

Pulisic e Cissè possono giocare insieme?
“Possono giocare insieme. Tutti possono giocare insieme. Voi siete a conoscenza di ciò che succede qua. Però ci sono delle cose che non sapete. Io faccio delle scelte in base a ciò che vedo in allenamento. Magari già domani possono giocare insieme”.

Sulla pressione degli attaccanti:
“Stiamo cambiando il nostro modo di pressare. Quindi a volte si passa da una fase di attesa al momento in cui dobbiamo pressare nell’area avversaria. A volte ci siamo riusciti. E dipende anche dalla freschezza dei giocatori. Quindi dipende anche dal momento della parttia. Dobbiamo adattarci, migliorarci in questa fase difensiva. Dobbiamo capire quando pressare, come pressare. E credo che questo sia normale”.

Sulla gestione dello spogliatoio e dei senatori:
“Io sono sempre stato molto chiaro con tutti quanti. È normale che quando un calciatore non scende in campo è insoddisfatto. Ciò che voglio è sincerità. Poi basta guardare il nostro calendario dopo la sosta, dove giocheremo ogni tre giorni. Poi ci sono delle cose che vedo durante la settimana. Io sono a conoscenza del carico fisico dei giocatori. Loro capiscono quale è il mio ruolo, quindi devo fare delle scelte”.

Sono finiti gli esperimenti? Perché Modrić non gioca?
“Io ho difeso Modrić settimana scorsa. Come fate a gestire tre partite a settimana, i cambi. Come fareste a voler spingere durante la partita? So che non è il tuo lavoro, è il mio lavoro. Avete visto anche come sta giocando molto bene Musah, poi mi avete parlato dell’undici migliore contro la Lazio. Ciò che cercherò di fare è vincere più partite. Fidatevi, nessuno vuole vincere più partite del sottoscritto. Domani sceglierò una formazione pensando al fatto che nel secondo tempo voglio spingere per vincere la partite. Voglio aiutare sia i miei calciatori che la società. Ma non siete così distanti dall’undici di partenza (ride, ndr.).

Su cosa non ha funzionato contro il Benfica:
“Io sarei d’accordo con l’analisi per quanto riguarda la partita contro la Juventus. Noi abbiamo provato, ma loro sono stati più bravi. La parttia contro la Lazio non fa testo perché abbiamo visto due tempi diversi. Voi non vedrete mai la mia squadra in attesa. Il Benfica è rimasto in attesa dei nostri errori. Magari dipende dalla tipologia del nostro avversario, ma non siamo in grado in questo momento di creare occasioni. In ogni partita siamo sempre stati la squadra che ha provato a controllare la partita.

Magari manca fluidità, ma la nostra intenzione è sempre la stessa. A nessuno importa quanti tocchi abbiamo fatto nell’area avversaria, ma abbiamo avuto 10 calci d’angolo, il 60% di possesso, però loro si sono difesi in dieci uomini nell’ultimo quarto del campo. Però, ripeto, la mia squadra cerca sempre di pressare. Forse dobbiamo migliorare in quanto squadra, trovare un maggiore equilibrio per risolvere questi problemi”.

Sulle difficoltà di Gonçalo Ramos:
“Dobbiamo creare più occasioni da gol per Ramos, per dargli una mano. Non voglio dire che debba lavorare meno per restare più fresco nella fase offensiva. Però vorremmo passare più tempo nell’area avversaria. Lavoriamo molto più sull’area del campo vicino l’aria avversaria. Però ci vogliono migliori connessioni coi calciatori. Contro il Benfica c’è stato un passaggio da Pulisic a Cissè che non è stato capito, c’è stata una situazione in cui Rabiot poteva controllare meglio la palla e invece l’ha controllata verso l’avversaria. Abbiamo avuto troppo pochi tocchi nell’area avversaria. E voi lo sapete che il 98% di gol vengono segnati nell’area avversaria. E si è visto contro il Benfica che dobbiamo migliorare i killer pass. De Winter e Pulisic hanno avuto occasioni.

Il Benfica è riuscito a segare con un tiro da fuori area, noi avevamo tre difensori più Musah. Io ero molto arrabbiato per questa prestazione, però avete visto anche la partita. Bisogna cercare di controllare meglio queste situazioni. E vi chiedo gentilmente di non scrivere che sono qui a criticare i giocatori. Per me la cosa pià importante nel calcio è recuperare le posizioni. E i calciatori stanno lavorando molto meglio”.

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