Carlo Ancelotti, oggi commissario tecnico del Brasile ed ex allenatore del Milan, è tornato a parlare di Luka Modric, centrocampista rossonero che ha allenato ai tempi del Real Madrid, rilasciando dichiarazioni significative al Corriere del Ticino.
Il tecnico italiano ha voluto sottolineare l’eccezionale professionalità del croato, soffermandosi in particolare sulla sua tenuta fisica nonostante l’età:
“Modric è un caso a parte, perché con me nell’ultimo anno, quando ne aveva 39, non ha saltato un allenamento. Lui c’è con il fisico oltre che con la testa”.
Parole che confermano ancora una volta lo status di Modric come esempio di longevità e dedizione, qualità che continuano a fare la differenza anche nella sua esperienza in rossonero.
Ancelotti ha poi allargato il discorso al livello del calcio italiano, condividendo l’analisi già espressa da Fabio Capello. Il punto centrale resta il ritmo di gioco, ritenuto inferiore rispetto ai principali campionati europei:
“La penso come Capello, che ha sottolineato la differenza di ritmo tra il campionato italiano e gli altri”.
Una differenza che emerge soprattutto nelle competizioni internazionali, dove le squadre di Serie A hanno faticato:
“Quando si alza il livello in Champions, purtroppo si nota la differenza”.
L’ex allenatore rossonero ha citato alcuni esempi concreti, evidenziando come Napoli, Inter e Juventus non siano riuscite a superare la prima fase, mentre l’Atalanta – pur avanzando – abbia subito una pesante eliminazione contro il Bayern Monaco.
Un’analisi lucida che riaccende il dibattito sul gap tra il calcio italiano e le altre realtà europee, con il ritmo e l’intensità che restano i nodi principali da sciogliere per tornare competitivi ai massimi livelli.
Seguici anche sui nostri profili Instagram, Facebook, Tik Tok,YouTube e X
