Carlo Ancelotti, in vista dell’importantissimo appuntamento di sabato sera, ha rilasciato alcune dichiarazioni al quotidiano Repubblica. L’ex tecnico rossonero, che tra pochi giorni guiderà i blancos in finale di Champions League, ha parlato sia del calcio italiano, che del “suo Milan“, con un riferimento particolare a Rafael Leao. Queste le sue parole:
“Seguo da lontano la squadra, con affetto. Da lì è tornato qui un Brahim Diaz straordinario. Il Milan ha un grande talento come Leao, è da picchiare, a volte. Se fosse con me, lo picchierei tutti i giorni”.
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Poi Ancelotti sul calcio italiano aggiunge: “Quello che manca, per me, è negli stadi. E nell’ambiente. Insomma, c’è abbastanza da svecchiare. A livello tecnico non vedo fuoriclasse, a parte Donnarumma in porta. Sto parlando di una generazione simile a quella di Pirlo, Totti, Del Piero. Serve ancora un po’ di tempo”.
Infine, sulle difficoltà del figlio nell’ottenere il patentino: “Davide, che lavora con me da quando aveva 23 anni e adesso ne ha 34, per prendere il patentino UEFA ha dovuto frequentare il corso in Galles, non avendo i requisiti in Italia“.
Una battuta, quella su Rafael Leao, che vuole essere una bacchettata affettuosa nei confronti di un giocatore dal talento enorme, ma non ancora espresso al meglio.

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