PRIMA PAGINA

Sabatini incredulo: “Ho rivisto il Milan di Sacchi!”

Sabatini

C’è una squadra che, più di tutte, ha colpito Sandro Sabatini nelle ultime uscite europee: il Como. L’esordio assoluto in Champions League contro il Lipsia ha lasciato il segno nel giornalista, rimasto particolarmente impressionato dalla prestazione della formazione di Cesc Fàbregas. Un successo che non è stato soltanto importante per il risultato, ma soprattutto per il modo in cui è arrivato: il Como ha imposto il proprio calcio, mostrando personalità, qualità e un’identità ormai sempre più riconoscibile.

Leggi QUI – Galli: “Serviva un’altra punta al Milan? No, perché…”

Un entusiasmo che Sabatini ha espresso senza mezzi termini sul proprio canale YouTube, arrivando a scomodare due riferimenti assoluti della storia del calcio: il Milan di Arrigo Sacchi e il Barcellona di Pep Guardiola. Queste le sue parole:

Ho rivisto il Milan di Sacchi 40 anni dopo, il Barcellona di Guardiola 20 anni dopo. Ho visto il Como di Fabregas vincere all’esordio in Champions League contro il Lipsia. Una partita meravigliosa che è difficile di raccontare in pochi secondi tanto è stato splendido ammirare tutti i giocatori scesi in campo. Nico Paz è una stella tra le stelle”. E così via… Per arrivare al titolo della Gazzetta che ancora questa mattina conquistava la prima pagina della rosa online: “Il Como stupisce ancora! All’esordio in Champions travolge il Lipsia, è spettacolo sul lago“.

Poi Sabatini è tornato anche sul big match tra Juventus e Milan:

“Sabato ho visto Inter-Napoli, domenica Juve-Milan: mi sembravano due serie diverse, due categorie diverse, due campionati diversi. Poi ci ho pensato bene ed effettivamente lo erano, perché non si devono offendere né gli juventini né i milanisti se Chivu dice che quello non è uno scontro diretto. È la fotografia della classifica dell’anno scorso, quando la Juve è arrivata sesta e il Milan è arrivato quinto. Poi ho pensato anche che gli allenatori, Spalletti e Amorim – due indubbiamente molto bravi – rivendicano una certa padronanza del gioco, di idee, di schemi, del calcio dominante. Io tutto questo non l’ho visto. Anzi, ripensando a Inter-Napoli – così mi tolgo subito il pensiero fin da questo primo approccio – se l’allenatore fosse stato Allegri, o della Juve o del Milan, con quello spettacolo lì, quante gliene avrebbero dette”.

Seguici anche sui nostri profili InstagramFacebookTik TokYouTube e X