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Balotelli shock: “Dovevo andare alla Juve, ma firmai col Milan di notte”

Dal palco del Festival dello Sport, l’ex attaccante azzurro rivela un clamoroso retroscena di mercato e critica la mancanza di attaccamento alla maglia nella Nazionale di oggi. Mario Balotelli torna a far parlare di sé. E lo fa, come sempre, senza filtri. Ospite del Festival dello Sport organizzato dalla Gazzetta dello Sport a Trento, l’attaccante classe 1990 ha regalato al pubblico un intervento carico di sincerità, nostalgia e qualche rivelazione sorprendente.

Attualmente svincolato dopo la fine della breve esperienza con il Genoa, SuperMario si è soffermato su vari temi: il suo rapporto con la Nazionale, i rimpianti e un aneddoto mai raccontato prima sul mancato approdo alla Juventus.

“Dovevo andare alla Juve, poi firmai col Milan di notte”

Il passaggio al Milan nel gennaio 2013 è ancora oggi uno dei momenti chiave della carriera di Balotelli. Ma la storia poteva andare diversamente.

“In teoria dovevo andare alla Juve, poi Mino (Raiola, ndr) alla fine mi ha fatto questa scappata a Milano di notte e ho firmato con il Milan. Io ero tornato da Manchester per andare a Torino”, ha raccontato.
Un retroscena che svela come il destino calcistico di Balotelli sia cambiato nel giro di poche ore. E, forse, anche il suo rapporto con il mondo bianconero.

Balotelli e la maglia azzurra: “Oggi manca la fame”

Altro tema toccante, il rapporto con la Nazionale italiana, che Balotelli ha sempre vissuto con orgoglio.

“Quando andavo in Nazionale ero fiero di rappresentare l’Italia. Oggi in tanti giocatori non vedo quella fame, quella voglia di indossare la maglia del proprio Paese. E non mi fa piacere”, ha detto con amarezza.
Un’osservazione che accende il dibattito sullo spirito di appartenenza degli Azzurri attuali, in un momento di ricambio generazionale e di prestazioni altalenanti.

Esclusione per motivi “politici”?

Alla domanda se la sua assenza dalla Nazionale negli ultimi anni sia legata a vecchie ruggini con l’ambiente juventino, Balotelli ha risposto con diplomazia, ma senza nascondere il sospetto:

“Forse sì, dai. Però io non ho mai litigato con nessuno, sono sempre andato d’accordo con tutti. Direi che non è mai successo niente di grave. Hanno fatto scelte diverse, ascoltando determinate persone, tutto qua”.

Il futuro di SuperMario è ancora incerto

A 35 anni, e senza squadra, il futuro di Balotelli nel calcio giocato resta avvolto nel dubbio. Ma il fuoco dentro, almeno a parole, sembra non essersi spento.

Il pubblico di Trento ha potuto riscoprire un Balotelli maturo, riflessivo, ma sempre fedele a se stesso: diretto, controverso, autentico.