Bennacer magari non è proprio la domanda che viene proprio dopo il pareggio contro la Salernitana. Ma diciamo che era un po’ una delle domande più interessanti prima della gara di ieri, questo: “come è stato l’esordio da titolare di Bennacer?”
In effetti, come è stato, come è stato? È una domanda molto intrigante anche perché l’algerino veniva da 226 giorni senza giocare titolare come ben saprete. Da quella gara di fine campionato contro la Lazio, esattamente.
Se la prestazione non è stata delle più memorabili di proprio tutto il suo percorso, sono altri i pensieri che sorgono quando si parla di Ismael Bennacer. Sono tanti e fanno il giro intorno al Milan, come è immancabile, e sembrano non potersi fermare e coinvolgere tutto e un po’ tutti, e non conoscono e non sanno mai sostare, perché il Milan era cresciuto intorno a Bennacer mentre ora si è per forza liberato da Bennacer ed adesso è tornato finalmente con lui. Ma, almeno, i primi minuti contro la Salernitana non sono stati malaccio da parte del Milan. Ed erano i momenti di quando Bennacer più di tutti palleggiava e si muoveva nella partita, probabilmente.
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Insomma, la prestazione individuale del numero quattro non è stata nulla di particolare. Certo, è ancora più sicuro altro, è ancora più facile ammettere che Bennacer è un’opzione tutta diversa dalle altre e forse dovremmo concentrarci su questo, forse.
Ad esempio, che in effetti in possesso c’è Bennacer che sicuramente è più mobile di qualunque mediano di centrocampo mai visto negli ultimi mesi. O, altrimenti, che permette incursioni e imbucate molto più frequenti. Che si è preso, come al solito, responsabilità (facendo sempre meno con i minuti, però) per uscire dalla prima pressione avversaria. Perché al di là di un eccellente dinamismo in fase di non possesso, l’algerino offre la possibilità di sviluppare azioni più rapide e di arrivare prima sulla trequarti, fluidificando il gioco. Anche ieri, tutto questo non è proprio riuscito, ma una differenza dell’interpretazione del ruolo si è vista come sempre.
Insomma, non concentratevi troppo sulla povera prova individuale che, di suo, non è una grande opera. In una serata dove Bennacer non aveva precisamente la grazia dell’israeliano Benayoun e l’istinto rapido di Ben Seghir e, forse, nemmeno il controllo del gioco di qualche altro giocatore che si chiama Ben all’inizio, Bennacer ha dimostrato ancora di essere semplicemente una cosa diversa che dovrebbe dare vantaggi, in futuro.
Tutto qua, semplice semplice.
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