Intervistato da SportWeek, Domenico Berardi, accostato più volte al Milan nel corso degli ultimi anni, ha parlato delle sue ambizioni per il futuro. Queste le sue parole:
Sul calcio e sui primi passi:
“Ho scelto di giocare a calcio perché era il mio sogno sin da bambino. La mia prima volta in un campetto è stata nella mia Calabria, in una piccola società affiliata al Cosenza. Ero innamorato del pallone, ho cominciato a portarmelo a letto. Nel vero senso della parola. Se non mi coricavo con quello sotto al braccio, non dormivo”.
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Sull’ultimo pensiero prima di scendere in campo:
“Non ho nessun rito. Negli occhi e nella mente ho soltanto l’immagine di mio figlio Nicolò”.
Sulle ambizioni per il futuro:

“È da un po’ di tempo che ambisco a giocare la Champions. Ma le cose si fanno in tre: chi vende, chi compra e il giocatore. Mi sono accorto che è un po’ difficile mettere d’accordo tutti”.
Sul periodo più difficile:
“L’anno dell’Europa League, competizione che ho saltato per infortunio dopo aver deciso i preliminari segnando all’andata ed al ritorno contro la Stella Rossa”.
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