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Berlusconi? Un presidente unico nel suo genere! Le parole dell’ex Milan

La cultura del calcio moderno ha una costante: i fondi esteri, nessuno alla pari di ciò che ha portato Berlusconi al mondo del calcio.

Una figura come Silvio Berlusconi non è stato solo di un presidente carismatico, ma di una persona con una visione diversa e più aperta. Dalla chiamata verso un allenatore che con la sfera del calcio non centrava nulla fino a quel momento come Arrigo Sacchi.

Gli investimenti faraonici per creare più di una squadra che è rimasta nella storia del calcio, dai tre olandesi, a tanti altri calciatori, poi vincitori del pallone d’oro come George Weah e Ricky Kaka.

I ventinove trofei vinti in 30 anni alla gestione dell’AC Milan, lo hanno reso uno dei presidenti più vincenti della storia. Una società acclamata negli anni e probabilmente mai più replicabile nel calcio moderno, pieno di fondi spesso esteri, che non sentono proprio il club che stanno gestendo.

Come in verità sta accadendo al Milan attuale, gestito da un fondo che si conosce la storia del Milan, sarebbe strano non conoscerla, ma che non gli appartiene nel profondo, come accadeva quando al comando c’era Silvio Berlusconi.

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Presidente che ha lasciato carta bianca al suo braccio destro Adriano Galliani, che ha firmato la sua esperienza in rossonero con molteplici colpi, spesso non permessi dal presidente, ma che hanno inciso più che positivamente nella storia del Milan.

Uno di questi è un difensore che insieme a Maldini ha permesso ai rossoneri di vincere due Champions League, contro Juventus e Liverpool. Quel difensore è Alessandro Nesta, ex capitano blu celeste, che ha scritto meravigliosi capitoli nella storia sua storia ed in quella del Milan.

Nesta - Milan
Alessandro Nesta, Milan – Juventus Finale Champions League 2003

L’ex difensore italiano ha parlato dell’ex presidente del Milan Silvio Berlusconi ai microfoni di Cronache di Spogliatoio in questo modo:

“Il Milan di Berlusconi era avanti anche rispetto a quello che trovi oggi. Se arrivavi a Milano, ti pagavano casa con l’architetto che ti diceva di scegliere tutti i mobili: non esiste neanche oggi nel 2026 una cosa del genere”.

“Berlusconi diceva che il giocatore non deve pensare a niente, deve pensare soltanto ad allenarsi bene e vincere le partite. Lo faceva con i giocatori, con i magazzinieri, con i giardinieri, con i camerieri, con i cuochi”.

“Se chiedevano dove vorresti lavorare, la gente rispondeva Milanello. Oggi non è così perché nessuno ha quella mentalità: è stato unico”.

“Tanti hanno il budget ma non hanno quella visione che aveva lui. Dove lui era il capo, la gente era felice: ti faceva stare bene, si ricordava il nome della moglie”.

Un dirigente al di fuori degli schemi si potrebbe dire, eppure è stato sempre definito visionario e sempre attento ai dettagli, che sul lungo fanno la differenza, e la storia ne ha dato atto. Silvio Berlusconi non è stato “solo” un presidente di una società sportiva.

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