La stagione 25/26 si è conclusa nel peggiore dei modi, ed il Milan non si salva in alcun modo, un’altra occasione persa.
La scelta di affidarsi a figure d’esperienza come Tare e Allegri all’apparenza poteva sembrare la scelta vincente, dopo l’esperimento del duo portoghese. Lo scorso maggio il Milan aveva iniziato a costruire il Milan su misura dell’allenatore livornese, ma i piani sono stati smontati in pochi giorni.
L’idea di giocare a quattro è stata bocciata, poiché gli interpreti della retroguardia rossonera non hanno convinto, cambiando successivamente la difesa, riadattandola a tre. Leao punta, Pulisic il dieci mobile, tre centrocampisti, terzini che possono spingere, ed un trio dietro per non lasciare solo due uomini ad attendere gli attaccanti avversari, come è accaduto in più di una occasione negli scorsi anni.
L’inizio stagione, tranne la prima uscita stagionale, ha fatto ben sperare, ma come ognuna delle ultime stagioni, il Milan ha perso l’identità ed il carattere per lottare.
Addio Tare e addio Allegri, e si ricomincia da capo, per l’ennesima volta.
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Tre anni, quattro allenatori e molte rivoluzioni, sia come allenatori e dirigenti sia come giocatori, non lasciando il tempo tecnico a chiunque di adattarsi al mondo Milan, che come Timesquare non ti lascia respirare o rimanere fermo.
Il commento sui rossoneri arriva dalla ex voce che ha commentato i più gloriosi anni del Milan, Carlo Pellegatti, sul suo canale YouTube:
“Sono stati tre anni completamente disastrosi, la proprietà rimane quella, ma ce la dobbiamo tenere e si deve cercare di sperare che capiscano dagli errori”.
“E se non lo fanno, c’è poco da fare. Allenatore? Ci sono novità. Entro mercoledì prossimo il Milan darà risposta a Rangnick, che ha dettato le sue condizioni”.
“Lui è il dt, l’allenatore lo sceglie lui, così come il ds e il capo scouting e quello delle giovanili. Si porta 20 uomini per partire con un progetto che va dalle giovanili alla prima squadra. Italiano? no”.
“I due nomi sono Glasner, che ha vinto l’altro ieri col Crystal Palace, e Jaissle, ex del Salisburgo. Straniero? Va bene, devono essere bravi e basta, poi importa nulla che sia straniero o meno”.
“Il lavoro di Tare è ingiudicabile, non ha potuto lavorare, ha avuto mille ingerenze, problemi…”.
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