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Bianchin: “Gonçalo Ramos non è un 9 ma…”

goncalo ramos

Il rendimento di Gonçalo Ramos è uno dei temi più discussi in casa Milan in questo inizio di stagione. L’attaccante portoghese, arrivato in estate per ricoprire il ruolo di centravanti titolare, ha segnato un solo gol nelle prime sei partite, ma il suo contributo alla squadra non si limita certamente alla fase realizzativa.

Sulle pagine de La Gazzetta dello Sport, il giornalista Luca Bianchin ha analizzato nel dettaglio il modo in cui Ramos viene utilizzato da Ruben Amorim, soffermandosi soprattutto sul grande lavoro atletico richiesto all’attaccante e sulla sua posizione in campo.

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Gonçalo Ramos corre più di tutti

Uno degli aspetti più particolari riguarda proprio i dati atletici del numero 9 rossonero. Ramos percorre infatti circa 11,5 chilometri a partita, numeri che evidenziano quanto sia coinvolto anche nella fase di non possesso.

“Domanda logica: un centravanti maratoneta, che corre 11,5 chilometri a partita, può essere, se non riposato, diciamo abbastanza lucido da fare la scelta giusta in area? Amorim lo ha scelto anche per questo, con lui il centravanti deve lavorare quando la palla è dell’altra squadra , e avrà messo tutto in conto”.

Lo stesso Amorim, dopo la vittoria contro il Lecce, aveva sottolineato proprio il sacrificio dell’attaccante:

“Ramos lavora sodo, i gol arriveranno. Si impegna molto per la squadra”.

Milan, Ramos primo per sprint

I numeri evidenziati da Bianchin raccontano inoltre un dato piuttosto particolare. Dopo quattro giornate, Gonçalo Ramos risultava il giocatore del Milan con il maggior numero di sprint, davanti ai difensori Pavlovic e De Winter, secondo i dati Gradient.

Il portoghese era inoltre secondo per numero di accelerazioni, praticamente alla pari con Pavlovic.

“Non è normale. Nella Juve il primo è Kalulu, nell’Inter Diouf, nella Roma Lulli: tutti terzini o esterni. E gli attaccanti? Hojlund e Diao sono primi per sprint per Napoli e Como ma hanno dati molto lontani da quelli di Ramos”.

Numeri che confermano quanto il lavoro richiesto da Amorim al suo centravanti sia diverso rispetto a quello tradizionalmente associato al ruolo di numero 9.

Luca Bianchin

Un centravanti più coinvolto nella manovra

Secondo Bianchin, però, la spiegazione del rendimento realizzativo di Ramos non è soltanto fisica. Il portoghese ha infatti avuto diverse occasioni importanti contro il Venezia, mentre nelle altre partite è stato molto meno coinvolto in zona gol.

Contro il Lecce, per esempio, Ramos non ha mai calciato verso la porta, ma ha realizzato sette sponde, creato due occasioni per i compagni e fornito un assist.

“Un uomo squadra, non un 9”.

Un dato particolarmente significativo riguarda inoltre la posizione dei suoi tocchi: solamente il 9% dei tocchi di Ramos arriva all’interno dell’area di rigore. Un dato molto più basso rispetto a quello di altri attaccanti come Lautaro, al 20%, e Malen, al 29%.

Lo stesso Amorim ha evidenziato un miglioramento nel rapporto tra Ramos e il resto della squadra, sottolineando l’importanza di avvicinare maggiormente i compagni al centravanti.

“Oggi gli siamo stati più vicini ed è per questo che Gonçalo ha giocato meglio”.

Un aspetto sul quale il Milan dovrà quindi lavorare nelle prossime partite. Se Ramos è chiamato a svolgere un grande lavoro lontano dall’area, servirà anche creare le condizioni per permettergli di essere maggiormente pericoloso negli ultimi metri.

Come sottolinea Bianchin, sarebbe importante che i compagni riuscissero a servirlo con maggiore continuità attraverso filtranti, cross e palloni dal fondo.

Milan, perché Ramos ha segnato solo un gol

La lista dei possibili motivi dietro il rendimento realizzativo di Ramos si allunga quindi. Da una parte c’è il grande dispendio fisico richiesto dal sistema di Amorim, dall’altra la necessità di trovare una maggiore intesa con i compagni e, infine, una precisione sotto porta che finora non è stata sufficiente.

Il dato è emblematico: un gol con 14 conclusioni.

Il Milan si aspetta quindi di più dal proprio numero 9 sul piano realizzativo, ma il lavoro di Ramos all’interno del sistema di Amorim resta una componente importante del progetto. La sfida per il portoghese sarà trovare il giusto equilibrio tra sacrificio, partecipazione alla manovra e presenza nell’area avversaria.


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