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Biasin: “Leao non è più l’unico faro del Milan. E sulla tournée in Australia…”

Come ogni mercoledì, Fabrizio Biasin torna con il suo consueto editoriale su Tuttomercatoweb.com, commentando i principali temi di attualità calcistica.

Nel pezzo di oggi il giornalista si è concentrato su due argomenti caldissimi: Rafa Leao e il Milan, e la tanto discussa amichevole tra Milan e Como in Australia.

Leao, da imprescindibile a risorsa: “Il Milan è tornato a essere squadra”

Biasin parte da un’analisi lucida sul rendimento di Rafael Leao, spesso al centro delle discussioni tra tifosi e addetti ai lavori.

Secondo il giornalista, la trasformazione del Milan passa anche dal nuovo ruolo del portoghese:

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Leao, fino all’anno scorso, era l’imprescindibile del Milan e, infatti, il Milan aveva tanti problemi.Ora è una delle tante risorse della sua squadra e, infatti, il Milan è tornato ad avere una prospettiva importante.Il singolo non può e nemmeno deve essere la soluzione: quella te la deve dare il gruppo, sempre che sia stato costruito con intelligenza.”

Un pensiero che mette in risalto come il nuovo equilibrio collettivo stia restituendo ai rossoneri una dimensione più solida e vincente, dove anche il talento di Leao si inserisce in un contesto armonico e non più dipendente dalle sue giocate.

Milan-Como in Australia: “Giocatori nel mirino? Assurdo criticarli”

Il secondo tema toccato da Biasin riguarda la tournée del Milan e del Como a Perth, in Australia, evento che ha suscitato parecchie polemiche.

Negli ultimi giorni, alcuni calciatori — tra cui Adrien Rabiot e Mike Maignan — hanno espresso perplessità sul calendario e sulle lunghe trasferte in piena stagione.

Un atteggiamento che, come sottolinea Biasin, non merita affatto critiche:

“Su Milan-Como in Australia avete già letto qualunque considerazione, compresa la nostra di sette giorni fa.Nel frattempo hanno parlato Rabiot e Maignan. E qualcuno li ha contestati: ‘Sono pagati per giocare’.Ellamiseria, siamo davvero ridotti così?”

Biasin evidenzia come molti ragionino solo in termini economici, dimenticando la dimensione sportiva e fisica dei calciatori:

“I giocatori del Milan, ma pure quelli del Como, a febbraio saranno in corsa per obiettivi importanti e sanno che un viaggio all’altro capo del mondo può incidere anche solo di uno zic sulla partita successiva.Che diano priorità al campo piuttosto che alle casse o ai ‘nuovi mercati’ è normale e condivisibile. Pensare di zittirli, invece, è solo molto triste.”

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