Milano inizia a sognare il suo nuovo stadio
. Ce ne vorrà di tempo (2032 la data prevista), affinchè lo storico San Siro lasci il posto ad un nuovo impianto all’avanguardia. In attesa che vengano redatti e poi presentati i progetti, però, il noto archiettto Lord Norman Foster, tra i possibili proganisti nella realizzazione della struttura, insieme a Manica, ha offerto la propria visione riguardo al tema sopraindicato.
Intervenuto durante un evento alla Triennale, Foster ha parlato così del passaggio da “vecchio” a “nuovo” San Siro. Di seguito le sue dichiarazioni, come riportano i colleghi del Corriere della Sera.
“Strada difficile, ma affascinante”
“Se sono mai stato a San Siro? Certo! Alzando gli occhi dal campo verso gli anelli di questa eroica e stupefacente struttura architettonica, si realizza all’istante come tutto ciò riguardi la performance, lo spettacolo. Disegnare lo sconosciuto è il compito del progettista: anticipare con spirito ottimista“.
LEGGI ANCHE – Calciomercato Milan, per il post-Maignan è derby con l’Inter
“Noi dobbiamo mettere i semi, ma solo il tempo, poi, dirà se un’architettura avrà successo oppure no e sarà capace di diventare davvero classico. Il viaggio è incominciato. Stiamo iniziando a disegnare: vediamo cosa verrà fuori, è un momento eccitante e cruciale, una sfida difficile ma affascinante. Sarà un progetto che lascerà a bocca aperta. Due squadre, due società, una città.
“San Siro è un’icona straordinaria che esiste già, ma ci sono lacune che rendono inevitabile il percorso verso un nuovo stadio. La storia e la memoria dovranno in qualche modo essere mantenute. Partita complessa? È normale visto le tante parti coinvolte, in primis i tifosi, che sono sempre di più e che hanno necessità in costante evoluzione. Lo stadio è un po’ come una città, in continuo mutamento e figlio dell’incrocio di tante dinamiche diverse”.
