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Dai motivi dell’addio al Milan al rapporto con Maldini ed il caso Curve: Boban senza filtri

Mai banale Zvone Boban, che in un’interessante chiaccerata a Radio Deejay, è tornato a parlare della sua avventura al Milan. Quella da dirigente, ovviamente, frutto di alcuni retroscena mai conosciuti finora. Ospite nel programma di Ivan Zazzaroni e Fabio Caressa, l’ex centrocampista ha toccato alcuni momenti del passato come il suo addio, ma anche lo spigoloso tema legato al caso curve. Queste le sue parole durante la trasmissione Deejay Football Club:

I motivi del suo addio: quell’intervista fu il casus belli

Per un’intervista che io ho trovato sacrosanta. Dopo pochi mesi ci siamo trovati a non avere né appoggio né fiducia. Loro volevano portare Rangnick, avevano cominciato a parlare. Noi non siamo riusciti ad avere un chiarimento. In quel momento lì dopo la correzione del mercato, dopo il cambio allenatore dove abbiamo avuto anche il coraggio di ammettere un nostro errore che non pensavamo, ma l’abbiamo commesso in buona fede”.

“Dopo il mercato di gennaio, con l’arrivo di giocatori importanti come Kjaer, Saelemaekers e Ibrahimovic e la cessione di Suso e Piatek, non siamo riusciti a chiarire la nostra posizione, così ho dovuto farlo pubblicamente perché la proprietà già ha cominciato ad avere contatti con Rangnick per la stagione successiva, cosa che si è verificata anche nella stessa intervista che Rangnick ha fatto. Io ho fatto un’intervista a ‘La Gazzetta dello Sport’ credo molto corretta e loro mi hanno licenziato per giusta causa. Siamo ancora in tribunale, mi spiace ma la vita è così”.

boban

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I rapporti col Milan, dente ancora avvelenato?

“Ma che c’entra il Milan? Il Milan non c’entra nulla con la proprietà. Se tifi Milan, ami il Milan, lo ami e basta. Capisco che alle persone non piacciano i pensieri imposti, ma io non impongo: dico la mia. Magari non avrò ragione e quando non avrò ragione lo dirò. Ma devo dire quel che penso, anche per il bene del Milan. Ma non sono io a muovere i fili, dico la mia come tutti. Anche la gente che vede le partite, nove volte su dieci la pensa alla stessa maniera. C’è stato un problema perché io ho detto che il Milan per un’ora non ha giocato bene contro il Bayer Leverkusen: chi dice che ha giocato bene non capisce nulla di calcio. Se questo è il problema cosa ci posso fare?”.

Il rapporto con Paolo Maldini

“Siamo in ottimi rapporti. Io e Paolo siamo amici, credo e spero che lo saremo per tutta la vita. Non ho problemi con nessuno: amo, tifo e guardo con grandissimo interesse il Milan. Ho sentito tanti commenti, ma io sono così come sono, dico quello che penso”.

paolo maldini

Sul Caso Curve

Abbiamo sempre saputo che c’erano delle cose strane, con tanti che avevano degli interessi strani. Questo preoccupa, non è facile nemmeno per le società. Non posso a priori accusare la gente di non so cosa hanno fatto”.

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