Venerdì sera, nella conferenza stampa post Francia-Olanda, Deschamps lo ha detto, senza utilizzare mezzi termini. Il futuro della porta transalpina è Mike Maignan. Il CT della nazionale francese non si è nascosto, dichiarandolo un leader nato, pronto a prendersi le redini della squadra e guidarla verso nuovi trionfi internazionali. L’estremo difensore del Milan, nel giro di un anno e mezzo ha conquistato tutti, dai tifosi ai semplici appassionati. Impossibile rimanere inermi di fronte ai gesti tecnici dell’ex giocatore del Lille. Un fenomeno raro, scoperto da Maldini quando ancora nessuno ne parlava. Da oggetto misterioso a uno dei migliori portieri del mondo, senza alcun dubbio.
In stagione Magic Mike ha giocato poco. L’infortunio di settembre al polpaccio lo ha costretto a rimanere fuori fino a Milan-Atalanta del 26 febbraio, tra cadute e ricadute continue. La sua assenza ha pesato parecchio, così come ha pesato il suo forfait in Qatar, dove la Francia ha perso in finale contro l’Argentina ai rigori, una delle specialità di Maignan. Contro l’Olanda, non a caso, ha parato il suo 14esimo penalty in carriera su 45 totali. Una media di uno ogni tre calciati contro. La bravura del portiere cresciuto nel PSG non può essere misurata solo dalle sue prestazioni tra i pali, ma anche dalla presenza carismatica.
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Il numero 1 del Milan è decisivo anche a livello mentale e caratteriale. Quante volte, ad esempio, lo si vede a metà campo a dare indicazioni ai compagni sui calci di punizione a favore? Una capacità di fornire consigli e trascinare da vero condottiero, anche senza fascia al braccio. Maignan è un uomo spogliatoio in tutto e per tutto, una di quelle presenze necessarie per dare forma al gruppo. Testimonianza diretta è il video pubblicato su Twitter dalla pagina dei Bleus, in cui è ripreso mentre carica i propri compagni prima di entrare in campo contro l’Olanda.
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