INTERVISTE PRIMA PAGINA

Braida e l’aneddoto su Kakà: “Dopo un’amichevole Ancelotti mi disse…”

Kakà - AcMilan.com Fotocredit

Ci sono giocatori che segnano intere generazioni di appassionati di calcio, altri, invece, che segnano la storia di questo sport. Ed è questo proprio il caso di Ricky Kakà. Un giovane brasiliano arrivato al Milan nel 2003, quando era solo un giocatore molto promettente che però doveva provare a resistere alla contraccolpo che un cambio di campionato così ampio ti può dare. E invece quando è arrivato in rossonero, è stato il calcio stesso a ricevere il contraccolpo di un giocatore sopra la norma e futuro pallone d’oro.

LEGGI ANCHE- Derby, si va verso il tutto esaurito: incasso record

Intervistato da La Gazzetta dello Sport, l’ex dirigente del Milan, Ariedo Braida, ha raccontato uno straordinario aneddoto sull’arrivo di Kakà al Milan. Oltre a ciò, Braida ha parlato anche del suo amore verso i colori rossoneri e sul fatto che tutta la sua vita ruotasse attorno al Milan e al suo lavoro. Queste le sue parole:

Non facevo altro che pensare al Milan, giorno e notte. Quando andavo a letto la sera, chiudevo gli occhi e vedevo un campo da calcio. Sognavo quello che sarebbe successo durante le partite, attraverso i giocatori che vedevo e cercavo di trovare per il Milan.

Poi l’aneddoto su Kakà:Avevamo la Supercoppa da giocare e stava per iniziare il campionato. Facemmo un’amichevole a Cesena contro una squadra rumena allenata da Zenga. Parlo con Ancellotti e mi dice che lo avrebbe fatto giocare nel secondo tempo. Allora gioca la partita, ci sentiamo dopo la fine e chiedo come fosse andato. Lui mi rispose dicendo “domenica lascio in panchina Rui Costa e faccio giocare Kakà”. Questo è stato l’impatto che ha avuto con noi.

Un rimpianto: Sicuramente Maradona. Devo dire che eravamo sempre in pista.

Seguici anche sui nostri profili InstagramFacebookTik Tok,YouTube e X