Si preannuncia un’estate decisiva per il nuovo Milan di Ruben Amorim. Dopo settimane di dubbi e incertezze, il progetto rossonero sembra aver ritrovato slancio e direzione. Il mercato, finora, ha consegnato nomi importanti: dall’arrivo di Cissè a quello di Gonçalo Ramos, fino all’ufficializzazione di Mario Gila. Un cammino reso possibile anche grazie all’impronta netta che Amorim sta imprimendo alla squadra, ricoprendo un ruolo centrale non solo in panchina ma anche nella definizione del progetto tecnico.
Una novità significativa, considerando che nelle ultime stagioni non era comune vedere un allenatore così coinvolto nelle scelte strategiche di una società, specie dalle parti di Milanello, dove il caos societario ha regnato ormai per diversi anni dopo l’addio del trio scudetto composto da Gazidis-Maldini-Massara. Il rapporto con Gerry Cardinale è ora solido e costruttivo, e Amorim può contare su una fiducia trasversale da parte di tutto l’ambiente milanista, almeno per questo inizio di stagione.
Nonostante si respiri un clima positivo a Milanello, non mancano le critiche pungenti verso il tecnico portoghese, le quali sono arrivate nelle scorse ore da Massimo Brambilla, il quale ha parlato cosi a TMW radio di Ruben Amorim: “Non mi è piaciuta la parte della conferenza in cui ha detto che voleva dominare. Fossi stato in lui sarei stato più cauto, piuttosto che dire di voler fare un calcio dominante. Basterà una partita fatta male per far riaffiorare queste dichiarazioni. Allo Sporting Lisbona aveva fatto bene, ma è un altro campionato, mentre al Manchester non è andato per nulla bene”.
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