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Brocchi: “Dobbiamo smetterla di fare questo paragone!”

Brocchi

Quello che sta vivendo il Milan è una situazione che si ripete ogni anno, da quando il Milan non è più di Berlusconi.

La grande squadra che ha conquistato in successione l’Italia, l’Europa ed il mondo è stato uno dei periodi più irripetibili della storia del calcio in generale. Non solo in Italia, ma in tutto il mondo difficilmente si può trovare un esempio simile a quello del Milan berlusconiano.

Solo il Real Madrid, che in un’occasione ha definito il Milan come suo unico rivale, è riuscito nell’impresa di riconfermarsi campione d’Europa e di Spagna, grazie al genio visionario Florentino Perez.

Senza contare le grandi squadra che si confermano grandi nel proprio campionato, poche sono quelle che si confermano nella prestigiosissima Champions League.

L’ultima squadra a confermare la Champions League è proprio il Paris Saint Germain, che dopo quella vinta per 5-0 contro l’Inter la conferma anche l’annata successiva contro l’Arsenal.

Tutte grandi squadre, ma che in confronto a ciò che aveva creato Berlusconi con Galliani e Braida non è minimamente confrontabile. 29 trofei in 31 anni, di cui ben 5 tra Coppe dei Campioni e Champions League.

Obiettivi difficilmente replicabili da qualunque squadra in Europa. Ciò che il Milan e l’ambiente attorno ai rossoneri stanno vivendo è la “sindrome dell’impostore”. Una costante critica verso una squadra dalla grande storia, difficilmente replicabile al giorno d’oggi.

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A mettere il dito nella ferita spesso sono anche ex giocatori o dirigenti rossoneri che continuano a confrontare l’attuale società rossonera, giocatori compresi. Una situazione impari, poiché il Milan praticamente ogni anno vive un anno zero.

A differenza del Milan targato Berlusconi che solo in poche occasioni ha dovuto ricominciare da zero, avendo sempre una base su cui appoggiarsi nell’imminente futuro.

A parlare di questa dinamica è l’ex giocatore e allenatore del Milan Christian Brocchi al podcast Crazy Calcio Show:

“Anche noi ex ogni tanto dovremmo smettere di fare i paragoni con quello che abbiamo fatto noi. Abbiamo fatto tantissimo, supportati da società meravigliosa, perché veramente ci hanno insegnato”.

“Poi io sono cresciuto nel settore giovanile, ma mi hanno fatto diventare uomo. Berlusconi e Galliani, con la loro mentalità, mi hanno cresciuto, ma poi sono i calciatori che erano presenti all’interno del Milan che hanno fatto la differenza”

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