Molti hanno notato il cambiamento repentino del Milan sotto la guida di Massimiliano Allegri, una trasformazione evidente sotto diversi aspetti. La squadra, che la scorsa stagione faceva molta difficoltà nella fase difensiva, ad oggi è diventata più solida e, soprattutto, sta ritrovando un vero spirito di gruppo.
Un esempio significativo è la scena di Gabbia, che dopo il rigore segnato da Leão contro la Fiorentina, lo ferma mentre sta per togliersi la maglia, evitandogli così un cartellino giallo. Gesti come questo testimoniano la compattezza e l’attenzione reciproca tra i giocatori.
Anche Luka Modrić, nonostante i suoi quarant’anni, rappresenta un modello di dedizione e professionalità, corre su ogni pallone fino al fischio finale, mostrando una grinta e un atteggiamento da vero campione, d’esempio per tutto il gruppo. Al di là dei risultati, comunque positivi e di buon auspicio per il momento del Milan, sono proprio questi comportamenti a rendere la squadra sempre più unita e consapevole della propria forza.
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Buffon riconosce la rinascita del Milan firmata Allegri
Ieri sera, durante la puntata di Viva el Fútbol, è stato ospite Gigi Buffon, che non ha perso l’occasione per rendere omaggio al suo ex allenatore Massimiliano Allegri e alla ritrovata forma del Milan. Di seguito, le sue dichiarazioni:
“Non c’era un allenatore migliore per il Milan in questo momento di Max, da quando è arrivato lui il Milan sembra una società ordinata. Non vengono più fuori interviste in un modo dal giocatore, dal dirigente, dal presidente, tutto sembra muoversi secondo una linea che può portare a dei risultati. Ha portato un modo di ragionare nel gruppo per essere vincenti che ha implementato negli anni con la sua esperienza, questa è una cosa che gli va riconosciuta.”
“La squadra di Allegri la riconosci, perché è sempre una squadra ordinata, che prende pochi gol, l’anno scorso il Milan ha preso una valanga di gol è arrivato lui e bene o male ha risolto la situazione. Non si può non riconoscere che da quando è arrivato lui il Milan sembra una candidata a vincere lo scudetto, non solo per quello che fa in campo ma anche per quello che non succede fuori. È un merito grande.”
Ha parlato anche della sfida Milan-Roma, commentando:
“Mi sono visto volentieri la partita, quanti allenatori vanno in conferenza stampa con la sua onestà a dire che nei primi trentacinque minuti di gioco il Milan doveva aver preso due gol dalla Roma?. Devo anche riconoscere che dal 35′ al 60′, potevano anche essere 4 a 0 per il Milan, a differenza di quello fatto con il Pisa la squadra è andata alla ricerca del secondo gol.”
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