Gianluigi Buffon è stato una vera e propria leggenda per i colori bianconeri. Approdato a Torino nel 2001 è rimasto a coprire i pali della Vecchia Signora fino al 2018, per poi trasferirsi un breve periodo a Parigi. La mancanza per i propri colori si è fatta sentire presto. Dopo una sola stagione al Paris Saint-Germain decide di tornare alla Juve, dopo passerà altri due anni. L’ultimo difensore della Juventus, ospite al celebre programma televisivo Che Tempo Che Fa, ha voluto ricordare la sua avventura da portiere del Parma, il suo esordio in Serie A contro il Milan e un aneddoto sulla storica bandiera del Diavolo Paolo Maldini. Di seguito le parole di Buffon:

Su Maldini e l’esordio in Serie A: “L’altro giorno ho rivisto lo spezzone, mi sono emozionato e messo a piangere da solo. L’incontro con Maldini nel tunnel? Secondo me quello è il momento nel quale certe persone fanno la differenza e fanno vedere di avere un’altra marcia rispetto ad altre. Lui lì probabilmente ha rivissuto in me che avevo 17 anni ed ero all’esordio, il proprio esordio.
Ha avuto la sensibilità per capire che ero un ragazzo che giocava contro mostri sacri perché c’erano Maldini, Baresi, Weah, Baggio, Desailly, Boban e chi più ne ha più ne metta. E se solo solo mi salutava o dava un abbraccio magari mi aiutava a non fare brutte figure perché già era complicato per me in una gara simile. Eravamo primi in classifica appaiati. E quindi lui ha avuto la sensibilità di venire ad abbracciarmi e dire dai forza. E mentre tutti gli altri erano concentrati e sono passato come se non esistessi, lui è stato l’unico a venire lì a darmi forza. Per me Paolo è là”.
Sul gol di Muntari: “Ogni tanto Galliani mi fa la domanda: ‘Era gol o non gol?’ e la mia risposta è sempre: ‘Ci assomigliava molto, ma alla fine non lo era’. Lui così ride come un matto perché dopo tanti anni ci si può ridere sopra. Ilaria mi intervistò e mi chiese: ‘Buffon, ma se lei se ne fosse accorto, avrebbe denunciato la cosa?’ ‘Assolutamente no’. Non me ne sono accorto ed è la verità, perché sfido chiunque a capire nel giro di mezzo secondo se la palla entra o no. Non me ne sono accorto, ma se me ne fossi accorto in quel momento non l’avrei detto. Apriti cielo, non l’avessi mai fatto…”.
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