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ESCLUSIVA – Carlo Pellegatti: “Gestione della rosa anomala, ma comprensibile. Il Milan non esiste a livello politico da diversi anni, ecco cosa serve!”

Carlo pellegatti

In esclusiva ai microfoni di AllMilan.it ha parlato il noto giornalista ed ex telecronista, grande tifoso rossonero, Carlo Pellegatti. Tanti i temi trattati e sviscerati in orbita Milan, dall’esordio in Serie A 26-27 a questioni relative il calciomercato e non solo. Di seguito, ecco l’intervista.

Partiamo dalla vittoria contro il Torino alla prima giornata: quali sono degli aspetti positivi che ti hanno colpito e su cosa invece la squadra di Amorim deve ancora migliorare?

Direi che la partita contro il Torino è stato il terzo tempo e quasi tutto il quarto del match amichevole giocato contro il Manchester United. Stessi fraseggi, stesso filone di gioco, stessa voglia di essere padrone della partita e conclusioni efficaci che hanno portato due gol ed una grande parata del portiere del Torino. Poi nell’ultimo quarto d’ora, figlio di una preparazione atletica che non è ancora al massimo e della stanchezza dei giocatori di fascia, su tutti Chukwueze, oltre all’uscita di Gila che per il Milan è fondamentale, hanno portato il Torino a sfiorare e poi fare il gol. Ha detto giustamente Amorim che se ci fosse stata una squadra di maggior caratura rispetto al Torino, si sarebbe rischiato di pareggiare. Il Milan deve sì essere padrone del campo, ma anche saper misurare le forze.

Passando al mercato in entrata, ci sono dei ruoli nei quali il Milan necessita intervento in entrata? Quali profili sono più indicati?

Gerry Cardinale ha detto che servono giocatori di grande caratura. Io sono dell’idea che servire un difensore centrale forte, uno alla Gila, per me è fondamentale. Ancor prima del trequartista, a me sembra un po’ scarno il duo d’attacco, a livello di quantità, composto da Ramos e Camarda. Io prenderei un’altra punta. Poi sì, un trequartista servirebbe, si parla di questi tre ruoli, ma non mi illudo tanto.

Mercato in uscita: cosa ne pensi delle esclusioni dal progetto e della conseguente gestione di giocatori importanti nel Milan delle ultime stagioni come Gimenez, Tomori e Fofana?

La gestione sembra una gestione un po’ anomala, sorprendente. È chiaro che se metti fuori questi giocatori e dici pubblicamente che sono fuori dal progetto, è anche un po’ più difficile poi venderli e portare a casa il denaro. Amorim e Cardinale però sono stati chiari: tra un ambiente sereno e come vogliono loro e tra perdere qualcosa sul piano economico, hanno preferito dare la priorità al discorso relativo all’ambiente. Direi che è una gestione anomala, ma comprensibile.

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Ruben Amorim

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Questo Milan dove può arrivare in questa stagione e come farà Amorim a gestire il triplo impegno?

Amorim è riuscito ad arrivare in finale di Europa League con il Manchester United, perdendo col Tottenham, ma sa come ci si arriva, nonostante fece male in campionato. È un punto interrogativo i Milan, perchè non sappiamo alla lunga la preparazione di Amorim che cosa porti perchè non lo conosciamo. Sono da aspettare le ultime mosse di mercato, però la partenza è stata molto buona. Bisogna avere pazienza, ad esempio Gasperini l’anno scorso ha fatto bene al primo anno alla Roma. Bisogna saper aspettare gli allenatori, a meno che non ci siano dei disastri nello spogliatoio o cose simili, ma mi sembra che le prospettive ci siano per raggiungere gli obiettivi. Poi come dico sempre io, chi vivrà vedrà.

Può Amorim puntare realmente su Cisse per l’intera stagione? Con la concorrenza di calciatori esperti come Pulisic, Saelemaekes, Loftus-Cheek può Cisse essere un titolare di questo Milan?

Faccio un esempio: il Milan a metà ottobre gioca con il Sassuolo, poi gioca la coppa, poi con l’Atalanta, poi di nuovo la coppa e infine con l’Udinese. Cinque partite in due settimane, per tutti e non solo per il Milan, comportano che giochino tutti. Non ho preoccupazioni che possano esserci tanti giocatori che ruotano, l’importante è che siano bravi, anche se e quando dovessero arrivare dal mercato. Se hai tanti giocatori non bravi, puoi anche fare le rotazioni ma non serve a nulla.

Per te che vivi da molti anni l’ambiente di Milanello e Casa Milan, c’è qualche segno di aggiustamento del rapporto tra la tifoseria e la proprietà?

Onestamente non lo so. Se i risultati vengono, è un bell’inizio. Poi come sempre vediamo come ci si muove e cosa si migliora. Tre anni disastrosi come gli ultimi è impossibile. La fortuna del Milan è che Cardinale abbia capito gli errori. Anche se non del tutto secondo me, perché credo che a lui non faccia impazzire lo staff manageriale che ha messo su, e onestamente nemmeno a me. Vediamo. Secondo me potrebbe mettere un Head of Football nell’organigramma. Io personalmente metterei una figura che tenga le relazioni con le istituzioni, perché il Milan non esiste a livello politico da diversi anni. Il rigore non dato l’altro giorno col Torino, riconosciuto come netto anche da parte di altri arbitri, non va bene. Per essere un club competitivo a tutti i livelli bisogna essere ben rappresentati anche nelle istituzioni, cosa che la società ha ignorato completamente negli ultimi anni.

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