Le polemiche arbitrali non smettono di susseguirsi in Casa Milan. L’espulsione di Maignan, che ha condizionato decisamente il match perso contro il Bournemouth, ha fatto storcere il naso agli addetti ai lavori. Specialmente per la decisione del direttore di gara di estrarre sia il cartellino rosso, che il penalty, nonostante la spinta sia cominciata prima della battuta del corner. Per chiarire ogni dubbio, è intervenuto ai microfoni di AllMilan.it Gianpaolo Calvarese, ex arbitro con più di 150 partite in Serie A. Queste le sue parole:
«Maignan? Sono corretti sia il calcio di rigore sia il cartellino rosso. Partiamo dal rigore. Nonostante i dubbi iniziali, le immagini chiariscono che non si tratta di una spinta istantanea, ma di un fallo che si protrae per qualche istante. Nel frattempo, calcio d’angolo battuto, il pallone è in gioco e quindi il fallo può produrre effetti tecnici: in questo caso, il calcio di rigore. Per quanto riguarda il rosso, anche qui la decisione è corretta. Maignan spinge l’avversario con due mani sul volto e lo manda a terra. Per i parametri UEFA, un intervento del genere è da cartellino rosso».

Alessandro Bastoni è stato protagonista di un episodio simile contro lo Shakthar Donetsk, con l’unica differenza ha ricevuto un cartellino giallo. Perché il direttore di gara non ha proceduto per l’espulsione diretta?
«L’UEFA è molto chiara: non si possono mettere le mani sul volto di un avversario e spingerlo a terra. Poi, naturalmente, esiste la discrezionalità dell’arbitro, che deve valutare diversi fattori: l’intensità della spinta, se effettuata con una mano o entrambe; il punto di contatto; la dinamica complessiva. C’è però una certezza: una spinta a due mani sul volto, con un’intensità tale da mandare a terra l’avversario, è da cartellino rosso».
Se il giocatore che Maignan ha spinto a terra fosse stato più basso, l’arbitro avrebbe comunque dovuto espellerlo? L’altezza può fare la differenza?
«No, il punto non è l’altezza del calciatore avversario. Il punto è dove viene effettuata la spinta e con quale intensità. Mi spiego meglio. Il volto è una zona particolarmente sensibile e quindi una spinta con due mani sul viso, con una certà intensità, assume una gravità non indifferente. Se invece la stessa spinta viene effettuata sul petto, a meno che non ci sia una violenza particolare, normalmente non si estrae il rosso. Quindi non è una questione di altezza, ma del punto in cui si concretizza la spinta e dell’intensità con cui viene effettuata».
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