L’ex allenatore del Milan, Fabio Capello, ha rilasciato un’intervista alla Gazzetta dello Sport. Tra i temi toccati da “Don Fabio”, le difficoltà del club rossonero contro le piccole e l’operato di Massimiliano Allegri sinora. Queste le parole di Capello:
“Non c’è dubbio che il mio Milan fosse più forte di quello attuale, anche se manca qualcosina alla corretta analisi di Allegri. Non c’erano le cinque sostituzioni in quei tempi. Che significa? Semplice, a San Siro le piccole la mettevano sul piano fisico, ma calavano dopo un’ora e lì veniva fuori l’immensa qualità di quel Milan. Non ha quella qualità la squadra di oggi e le avversarie, cambiando cinque undicesimi, riescono a mantenere più a lungo un livello alto di intensità e di attenzione. Così, anche se ti chiami Milan, succede che non fai risultato contro formazioni attrezzate”.
Sul pareggio contro il Genoa e l’approccio lento:
“Vero. Alla squadra io credo che manchi continuità all’interno della partita. Il Milan va a sprazzi. E contro le piccole fatica nello sviluppo della manovra, non trovando spazi. Fa meglio contro le grandi paradossalmente, che provano a fare la partita e concedono il fianco alle ripartenze”.
LEGGI QUI – Cardinale in cerca di nuovi investitori: cosa cambia per il Milan
Può migliorare il gioco di Allegri dal punto di vista della manovra?
“Io penso che le difficoltà dei rossoneri nel trovare continuità di gioco non dipendano tanto dalle idee dell’allenatore, quanto dal livello delle caratteristiche dei giocatori. Ho sostenuto sempre che l’albero motore di una squadra sia la dorsale centrale composta da portiere, difensore centrale, regista, centravanti: l’Inter ne ha una di livello assoluto, il Napoli pure, molto meno il Milan. Il Diavolo, quindi, dipende molto di più dai singoli che fanno la differenza. Quando per esempio Modrić si spegne un po’, la luce si fa fioca e ne risente tutta la squadra. Max può lavorare sull’aspetto psicologico, sulla mentalità, più che sul gioco. E magari cambiare qualcosina in alcuni momenti”.
Dire che gli altri sono più bravi, può influenzare negativamente lo spogliatoio?
“Allegri è troppo esperto e furbo per cadere in una leggerezza delgenere. Bisogna distinguere sempre quello che un allenatore dice pubblicamente da quello che poi, nello spogliatoio, racconta. Io penso che i giocatori del Milan sappiano benissimo il perché Max faccia certe dichiarazioni, probabilmente con lo scopo di alleggerire la pressione mediatica sulla squadra. È una forma di protezione, non certo
un’ammissione di inferiorità. Anche se poi sostenere che Inter e Napoli siano più forti non è di certo una falsità”.
Seguici anche sui nostri profili Instagram, Facebook, Tik Tok,YouTube e X
