Fabio Capello, ex calciatore e allenatore del Milan, ha ripercorso tutta la sua carriera in entrambe le vesti. Nel suo palmarès da allenatore, può vantare la vittoria di cinque campionati italiani (quattro con il Milan e uno con la Roma) e due spagnoli (entrambi con il Real Madrid), quattro Supercoppe italiane (tre con il Milan e una con la Roma) nonché una UEFA Champions League nella stagione 1993-1994 e la Supercoppa UEFA del 1994, entrambe con il Milan. Da calciatore vanta quattro campionati (tre con la Juventus e uno con il Milan) e due Coppe Italia (una con la Roma e una con il Milan).
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Intervenuto ai microfoni di RSI, rete televisiva svizzera, Fabio Capello ha parlato della sua carriera, in maniera particolare del Milan. Tra le sue dichiarazioni anche un aneddoto su Maldini e il paragone con Roberto Carlos. Queste le sue dichiarazioni:
Da calciatore, il motivo del passaggio dalla Juventus al Milan: “A quei tempi lo dovevi accettare, eri come un animale“.
Su Maldini: “Maldini lo allenavo nella Primavera, Liedholm vide prima di me qualcosa in lui, io non ero d’accordo quando fu convocato in prima squadra. Nils pose le basi, la difesa a quattro la impostò lui al Milan. Nessuno lo ricorda mai. Tassotti-Maldini-Baresi-Galli: quella è stata la base di tutti i successi miei e di Sacchi”.
Su Savicevic: “I giocatori bravi li ho sempre apprezzati. Lui giocava un tempo, poi restavamo in dieci, dovevi solo attendere la giocata. A un certo punto facemmo una riunione con i giocatori, e gli dicemmo: non devi fare il terzino oppure difendere, ma dobbiamo avere equilibrio. Da quel momento abbiamo risolto il problema. Il suo pallonetto per il gol del 3-0 in finale contro il Barcellona resta una perla, era geniale”.
Su Gullit: “Non lo convocai, ma non lo avvisammo. Non per colpa mia ma di chi si occupava di comunicarlo ai calciatori che ebbe questa dimenticanza. Ci ritrovammo sul pullman, mi scusai e gli dissi che non avrebbe giocato. Fra l’altro, proprio per questi problemi qua ho perso una Coppa Intercontinentale. Avevamo preparato la finale con Raducioiu al posto di Savicevic che pensavamo fosse squalificato. La partita si giocava a mezzogiorno e ci vennero a dire che Savicevic poteva giocare essendo una competizione Fifa, dopo aver preparato il match diversamente. Decisi lo stesso di non farlo giocare. Certamente lui mi avrebbe dato qualcosa in più, però umanamente mi sono sentito onesto”.
Su Baggio: “Baggio aveva il dribbling, la visione di gioco, il gol. Uno dei calciatori italiani più grandi di sempre insieme a Rivera. Al Milan non si allenava per via dei problemi al ginocchio, faceva solo fisioterapia. Ma quando lo faceva mostrata tutte le sue qualità“.
Maldini o Roberto Carlos?: “A livello di difensivo era più forte Maldini, a livello offensivo Roberto Carlos”.
Su Ibrahimovic: “Mino Raiola un giorno, dopo un mese e mezzo che studiavo Zlatan, mi dice: “Fabio Ibra spacca le mani ai portieri” e gli rispondo: “No al massimo i vetri della palestra dietro la porta per il momento”. Allora da lì iniziai a chiedergli di fare alcune cose a livello tecnico, lo reimpostai e quando lo fai con i talenti… Facevamo questo tipo di esercizio a fine allenamento, lui certe volte voleva andare via e io lo richiamavo. Poi è migliorato tantissimo. Un giorno gli preparai una cassetta con i gol di Van Basten e gliela diedi. I talenti assorbono, imparano”.
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