La dirigenza del Milan è costantemente tra le più criticate, spesso anche dai suoi stessi sostenitori. All’interno dell’universo rossonero si parla molto spesso di budget per il mercato, di sostenibilità economica e di visioni a lungo termine. Tutto questo collide un po’ con il costante desiderio dei tifosi di voler vedere la propria squadra trionfare in ogni singola stagione. Il club di via Aldo Rossi nelle ultime due annate ha chiuso il bilancio in positivo, un traguardo che mancava da tantissimo tempo e che mostra l’efficienza della società comandata da Gerry Cardinale nella gestione economica della squadra. Ma la sostenibilità economica è realmente incompatibile con lo spendere tanto sul mercato? I dati del portale Transfermarkt parlano chiaro.
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Dall’estate 2022, cioè dal momento in cui Cardinale ha comprato la squadra, il Milan è la società che ha il saldo più negativo tra entrate e spese in sede di calciomercato. In altre parole è la squadra che ha investito più soldi sul mercato. E anche di netto. Infatti in questi ultimi due anni il saldo è di -135 milioni di euro, dato che gli investimenti per gli acquisti sono stati 249 milioni, mentre i proventi dalle cessioni solamente 114.
Le rivali sono tutte molto staccate. Il Napoli è al secondo posto con un saldo complessivo di -81 milioni. Juventus e Inter sono ancora più lontane. I bianconeri, nonostante abbiano speso di più rispetto al Milan in questi due anni (311 milioni), hanno un saldo in rosso di soli 42 milioni. Ciò grazie ai 269 milioni ricavati dalle cessioni dei calciatori. Sotto questo punto di vista la creazione della seconda squadra ha giocato un ruolo fondamentale. E l’Inter? Il bilancio di mercato dei nerazzurri in queste due ultime stagioni è di -36 milioni. Persino la Cremonese ha investito più degli attuali campioni d’Italia.

È necessaria un’altra considerazione. Nell’estate 2022, momento in cui Cardinale ha acquistato la società, il Milan aveva appena conquistato il 19° scudetto grazie ad una rosa molto giovane e che dava la sensazione di avere ancora ampi margini di miglioramento. Nonostante una rosa di partenza eccellente e una proprietà che in questi due anni non ha mai fatto mancare il proprio sostegno economico, i titoli non sono arrivati. Squadra e dirigenza sono state completamente stravolte in soli due anni. Questa rivoluzione era veramente necessaria? La speranza è che possa almeno portare a nuovi trionfi. Per assurdo, a vincere l’ultimo scudetto è stata l’Inter, che in questi anni ha agito nel segno della continuità dirigenziale e con pochi movimenti di mercato ad ogni sessione. Filosofie opposte che nell’ultimo campionato hanno portato anche a risultati opposti.
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