Gerry Cardinale, attuale proprietario del Milan, è sempre più alla ricerca di investitori in ottica della difficile realizzazione del progetto a San Donato. Nonostante quindi i due anni molto positivi per quanto riguarda i bilanci, c’è non poca fretta nella ricerca di nuovi soci. Come riportato nell’edizione odierna di Repubblica infatti, l’urgenza di Cardinale è di accrescere il suo capitale, vendendo “al prezzo base di costo, (quindi senza guadagno, ndr) fino a 150 milioni del capitale investito iniziale di 681 milioni, data la necessità dell’azienda di abbassare l’importo dell’investimento per riequilibrare il portafoglio”.

Questo viene testualmente riportato nel documento in cui Washington Harbour, una società di investimenti, prospetta a dei potenziali investitori una quota azionaria di RedBird, pari a circa il 22% del capitale che il suo proprietario, Cardinale, ha inizialmente investito nel club. Secondo lui, l’acquisto della quota rappresenta “un’opportunità speciale” e per invogliare dei potenziali acquirenti, le condizioni sono particolarmente vantaggiose.
La chiave sono i potenziali guadagni che arriverebbero dal futuro stadio di proprietà, che ammontano ad una stima di circa 211 milioni l’anno. Mentre la spesa prevista sarebbe di circa “un miliardo, finanziata in parte con 900 milioni di debito” riporta Repubblica. Il nuovo stadio sarebbe in grado di ospitare 70mila persone, di cui 13mila “premium” (club, skybox…). Inoltre, la spesa prevede lo store, il museo, l’hotel, l’area ristorazione e la vendita al dettaglio.
Secondo la previsione i lavori dovrebbero partire a ottobre del 2025 e terminare nel 2029, ma la realtà è ben più complessa. Infatti dati anche gli ultimi incontri con l’Inter e con il sindaco Giuseppe Sala, che sembrano portare più verso uno stadio coabitato e l’opzione di rimanere nella zona di San Siro, l’ambizione di Cardinale è rallentata e sempre meno certa.
Per invitare i potenziali soci, il proprietario di RedBird prevede un ricco guadagno. Chi decida infatti di investire i fatidici 150 milioni, potrebbe arrivare nel 2027 a rivendere le proprie quote a 390 milioni, poco meno del triplo. L’affare dello stadio però è fondamentale, non solo per questo ma anche per l’attuale management del club rossonero.
Verrebbero infatti introdotti i bonus ai manager. Nel dossier sono citati circa 569 milioni di compenso per l’attuale dirigenza in caso si avveri il miglior scenario di sviluppo possibile, mentre 358 nello scenario base (terzo posto in campionato per 3 anni consecutivi e un cammino “ordinario” in Champions, non oltre i playoff quest’anno e ottavi di finale i prossimi due). L’ipotesi più pessimistica invece, non prevede guadagni aggiuntivi per i dirigenti. Le prime due hanno come presupposto la creazione dello stadio, la terza il fallimento del progetto. Cardinale, Furlani e Scaroni hanno quindi una grande motivazione nel portare avanti l’operazione.
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