Fabio Caressa si è espresso così su Rafael Leao. Il portoghese è reduce da un Europeo non del tutto entusiasmante, eccezion fatta per le ultime due partite disputate in cui è stato uno dei migliori in campo. Nonostante tutto, la Nazionale guidata da Roberto Martinez non è riuscita a staccare il pass per le semifinali dell’Europeo dopo una lotteria ai rigori persa contro la Francia di Theo e Maignan. Queste le parole di Caressa rilasciate ai microfoni di Sky Sport 24 sul 10 rossonero:
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“Leao? Non è inutile parlarne perché è un giocatore di qualità, ma bisogna mettersi d’accordo. Gli attaccanti devono fare gol o assist, che lui faccia la giocatina mi interessa relativamente. I giocatori, secondo me, vengono esaltati ed è un vizio che si è preso ultimamente. Ciò dipende dal fatto che sui social si vedano gli highlights delle migliori giocate fatte in carriera. Se non vedi tante partite continue, sei portato a credere che quello sia il giocatore. Non è però quello il giocatore, ma lo è quello continuo in 90 minuti. Da troppo tempo stiamo aspettando Leao con continuità nei 90 minuti. Mi è piaciuta la citazione di Capello in cui dice che il calcio per Leao non è la prima cosa e che non è la cosa per cui vive”.

“È bello – continua Caressa – e sorride, la musica, le cose… Per diventare campione, quello che fai deve essere la tua ossessione. Tutti i grandi campioni hanno vissuto il momento sportivo come un momento ossessivo. A patto che l’ossessione poi non diventa i soldi, i record e queste cose qua. Perché poi quell’ossessione diventa una cosa che non ha nulla a che vedere con questo sport. Leao è un buon giocatore sì, ma per essere campione, un mezzo campione, manca qualcosa. Manca da troppo tempo quel qualcosa e non è più un ragazzino”.
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