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Caso Atalanta-Lecce: la spiegazione sul mancato rinvio della partita

Al termine del Consiglio Federale odierno, il presidente della FIGC Gabriele Gravina ha parlato in conferenza stampa e, tra i temi toccati, ha parlato anche della questione scommesse (in seguito alle parole di Abodi) e dei rinvii dell’ultima settimana, in particolare di quanto accaduto al Lecce. Queste le sue dichiarazioni:

“Non ho parlato con il Ministro, che ha avuto modo di chiarire questa sua visione. Io porto avanti un principio sancito nella nostra Costituzione e che non può essere utilizzata solo a momenti. Io sono per il recupero e per l’attività riabilitativa. Questo non è il momento dei giudizi ma della comprensione, dobbiamo capire la fragilità e la debolezza di alcuni ragazzi legato a una piaga sociale. Se non partiamo da questo principio andiamo fuori direzione. La maglia azzurra è un simbolo straordinario, chi ha avuto il coraggio di riconoscere di aver sbagliato e di ribadire un concetto di libertà da uno stato di malessere ha meritato la maglia della nazionale, anche solo per questo coraggio che hanno dimostrato.

Quando abbiamo comminato queste sanzioni era più facile per i ragazzi avere qualche mese in più di squalifica, i ragazzi ci hanno chiesto di testimoniare le loro fragilità. Provate a pensare quanto la loro testimonianza sia stata positiva e quanto imbarazzo ha suscitato in loro. È stata rispettata e adempiuta questa sanzione, ma i ragazzi continuano a chiederci di poter testimoniare e questo è bellissimo. Questo è un messaggio che dobbiamo valorizzare nel miglior modo possibile”.

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Gravina su quanto accaduto al lecce

Sui rinvii della scorsa settimana:

“Ne abbiamo parlato in Consiglio Federale, abbiamo stabilito che sarà prestabilito di comune accordo un protocollo che bisognerà seguire per tutti gli eventi che si verificano. Quando ci sono eventi di grande angoscia come il caso di Fiorita purtroppo ci facciamo prendere da momenti di smarrimento e si crea una reazione umorale piuttosto che ponderata. Serve un protocollo che stabilisca esattamente cosa bisogna fare in tutti questi momenti, non possiamo confrontarci e decidere se prendere un provvedimento o meno. Il messaggio del Lecce deve essere sicuramente compreso, massima vicinanza a quello che è stato il dolore che ha colpito la famiglia, una società di calcio e una comunità, non solo i tifosi leccesi ma tutti coloro che amano il calcio.

Questi episodi sconvolgono, anche noi siamo rimasti sconvolti pur non essendo coinvolti direttamente. Il calcio è una comunità allargata e la solidarietà deve essere forte in questi casi. Il messaggio che ha voluto lanciare il Lecce è forte, è il messaggio di una società che ha voluto esprimere la sua massima angoscia che stava vivendo in quel momento. Sorvolo sui perimetri, ho grande rispetto per i dolori di una comunità che viene prima di qualsiasi confine”.

Sulla Serie A a 18 squadre

Chiusura finale sulla possibilità di tornare a una Serie A a 18 squadre e sul campionato che si sta per concludere

: “È un tema che purtroppo non sto più affrontando, quando il 4 novembre ho riconosciuto l’autonomia alla Serie A ho lasciato la responsabilità sui format alle singole componenti. Ho maturato un’esperienza nel mondo del calcio e a breve questo non sarà più un problema solo della Serie A ma del calcio globale. Dopo lo splendido lo format della super Champions e il Mondiale per Club forse qualcuno farà delle riflessioni, non solo in Italia ma a livello mondiale”.

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