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Champions, tutto in novanta minuti: l’analisi di Capello su Milan, Roma, Como e Juve

Capello

Il campionato arriva al suo momento decisivo e per il Milan non esistono più margini d’errore. Questa sera, contro il Cagliari, i rossoneri si giocano molto più di una semplice partita: in palio c’è l’accesso alla prossima Champions League e, con esso, una fetta importante del futuro del club. A San Siro andrà in scena una gara dal peso enorme, dove ogni episodio potrà cambiare il destino della stagione. Il percorso del Diavolo, fino a questo punto, è stato tutt’altro che lineare. La squadra ha alternato prestazioni di alto livello a passi falsi inattesi, mostrando a tratti personalità ma anche fragilità difficili da interpretare.

Eppure, nonostante le difficoltà accumulate durante l’anno, tutto si deciderà negli ultimi novanta minuti. Ed è proprio questo l’aspetto che mantiene vive speranze e ambizioni: il Milan ha ancora il controllo del proprio destino. Ora serviranno lucidità, carattere e la capacità di reggere la pressione di una notte che può valere un’intera annata.

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Ad analizzare la corsa per la Champions ci ha pensato Fabio Capello sulle colonne de La Gazzetta dello Sport. Di seguito le sue parole:

“La Roma sta molto bene, ha fatto delle cose importanti ultimamente, ha mostrato continuità di gioco e di prestazione a livello di squadra. Ha recuperato anche tutti i giocatori, per esempio Dybala: questo significa che Gasperini deve solo indovinare le scelte. Mentre nel Milan il rientro di Modric può dare un po’ di serenità alla squadra, ma non bisogna pensare che se lui gioca allora significa che tutto è già risolto: devono dare tutti di più, come hanno fatto in certi momenti nelle ultime partite. Però già dal primo minuto.

Il Como deve continuare a vincere, senza Paz: resta una bella squadra, ma manca la sua genialità. È l’uomo che ha sempre fatto la differenza sia con i gol che è riuscito a segnare che con i suoi passaggi illuminanti. Nella Juve, dopo la sconfitta, tutti devono ritrovarsi; e qui non dobbiamo fare il nome di un calciatore solo, non è sufficiente. È la squadra che deve ritrovarsi: dimenticare l’ultima sconfitta, vincere e sperare che i risultati a fine partita siano favorevoli”.

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