In otto giorni Sergio Conceiçao è riuscito a far risalire il Diavolo dall’inferno al paradiso. La vittoria in Supercoppa Italiana, arrivata dopo aver battuto Juventus ed Inter, ha riacceso l’atmosfera nello spogliatoio rossonero. Il Milan ha ancora 5 mesi, da qui a maggio, per provare a risollevare la stagione. Una sfida avvincente per Conceiçao, che poco prima di firmare per i rossoneri sarebbe potuto finire sulla panchina di una delle nazionali più importanti al mondo.
Il 29 dicembre, serata di Milan–Roma, è stato il giorno decisivo. A pochi attimi prima dal calcio d’inizio del match contro i giallorossi, sono uscite le prime indiscrezioni sul futuro di Paulo Fonseca, che sarebbe stato lontano da Milano indipendentemente dal risultato. L’esonero, ufficializzato dal portoghese all’uscita di San Siro, ha messo in moto immediatamente l’arrivo di Conceiçao a Milanello il giorno dopo. Il tempo di una seduta, e poi la partenza per Riyad.
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Una decisione imemdiata quella dell’ex Porto, che era stato accostato al club rossonero anche quest’estate, tra i numerosi candidati ad ereditare la panchina di Pioli. Conceiçao però, poco prima della chiamata del Milan ha rifiutato un altro progetto molto ambizioso.
Come riporta il giornalista de La Gazzetta dello Sport Luca Bianchin citando la stampa fiamminga, a dicembre Conceiçao sarebbe stato vicino a firmare per la nazionale del Belgio. Da commissario tecnico dei “Diavolo Rossi” il tecnico portoghese avrebbe percepito il doppio di ciò che guadagna ad oggi al Milan, ma qualcosa del progetto offerto non lo ha convinto, portandolo a rifiutare l’offerta. Alla chiamata del Milan, invece, il 50enne non ci ha pensato un attimo.
Sei mesi in cui sulla panchina del Milan in cui si giocherà il suo futuro. L’inzio non poteva essere migliore, per guadagnarsi la conferma anche per la prossima stagione è necessario mantenere questo livello.
