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Conceicao in conferenza: “Errori un po’ da circo”, poi la promessa ai tifosi

Conceicao

Sergio Conceicao

ha parlato così nella conferenza stampa post partita di Torino-Milan, terminata 2-1 per i granata. Tra i temi toccati dall’allenatore portoghese, gli errori individuali e gli episodi che hanno girato contro quest’oggi. Queste le dichiarazioni di Conceicao:

“Per me, per i tifosi e per chi lavora qua è molto frustrante. Veramente. Bisogna accettare questo, perché se non lo accettiamo qualcosa non va. Senza tiri in porta e con un rigore sbagliato, il Torino vinceva 1-0. Il pareggio 30 secondi dopo, fallo e c’è il 2-1. È un momento in cui sono pesanti gli errori individuali. Siamo penalizzati tantissimo. Gli ultimi 12-15 gol sono errori non forzati, non c’entrano niente con la formazione. Ci sono momenti della stagione in cui succede di tutto. È la verità, non è una scusa. Ci sono troppi errori individuali, ma succedono nel calcio”.

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Sull’aspetto mentale della squadra:“Parliamo di atteggiamento sempre. Anche oggi ho visto in campo una squadra che ha creato tanto. Noi creiamo situazioni, poi a livello di ambiente abbiamo bisogno di qualcosina in più. Siamo qui per lavorare e per cambiare le cose. Stiamo lavorando tanto e gli errori ci mettono in difficoltà. Col cuore veramente voglio dire una cosa: non è finita la stagione oggi, noi siamo qua, forti, forti, per arrivare al quarto posto a fine stagione. Starò a Milanello a lavorare giorno e notte, non mi frega niente. Per il quarto posto farò ore e ore”

.

Sull’ordine delle sostituzioni:
“Lo faccio per come vedo la partita e la squadra. Poteva essere pericoloso avere un giocatore ammonito a centrocampo come Musah. Quando è entrata la squadra, non ha detto segni che io volevo e ho cambiato di nuovo. Ho cambiato per provare a vincere la partita, ma non è la sostituzione di questo o di quello. Errori un po’ da circo”.

Sugli errori reiterati:
“Noi facciamo il nostro lavoro. Io sono responsabile davanti a voi e ai tifosi, perché sono la faccia della squadra. Ognuno in spogliatoio, poi, prende le sue responsabilità. Dobbiamo guardarci in faccia e vedere cosa non sta andando. Atteggiamento? Atteggiamento cosa? È orgoglio. Andare a casa pensando di dare il meglio di noi stessi in allenamento”.

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