È ormai pensiero comune che la partita di questa sera potrebbe definire le sorti di Antonio Conte nella panchina degli Spurs.
C’è chi pensa a Conte per il dopo Inzaghi in nerazzurro, ma forse gli sfuggono le motivazioni per cui Conte sia finito a Londra. La sua rottura anticipata di un anno è avvenuta perché la situazione economica del club non garantiva più prospettive di successo. Due anni dopo si può dire che la situazione sia cambiata addirittura in negativo e le prospettive del mercato estivo sembrano tutto tranne che propositive. Sarebbe davvero insolito che un club che gli ha pagato una buonuscita di 7,5 milioni lo richiamasse per affidargli una squadra più debole. Con l’addio di Inzaghi sempre più probabile, il prossimo allenatore dell’Inter avrà con maggiore ipotesi un profilo differente: tante idee e meno pretese.
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Una situazione simile, se non analoga, ci sarebbe sull’ipotesi Juve. Qui le variabili sono persino di più, e poco conta che Antonio abbia voglia di riunirsi alla famiglia, che non ha mai abbandonato Torino, nemmeno quando allenava l’Inter. Intanto c’è di mezzo il contratto di Allegri, altri 2 anni a 9 milioni netti, bonus compresi. E poi c’è il futuro sportivo della Juventus, ancora incerto e in attesa dell’esito del ricorso. Non si sa dove giocherà, per quali obiettivi, in quale campionato… Conte a Londra guadagna 15 milioni netti e sappiamo che gli Spurs vantano un’opzione appetibile per il rinnovo del contratto per un’altra stagione. Con queste circostanze il ritorno dal suo amore bianconero sembra essere perlopiù un sogno dei tifosi.
È curioso pensare che possa essere l’allenatore della ricostruzione bianconera anche per le sue ferme abitudini, cioè avere una squadra pronta per vincere subito: possono garantirglielo a Torino solo se si possa fare un sacrificio economico liquidando Allegri. E anche qui non si hanno certezze sul prossimo mercato della Juventus, probabilmente senza le Coppe, se i quindici punti non verranno restituiti.
Certo è che nessuno tratterrà Conte contro la sua volontà a Londra. Se davvero vuole ritornare in Italia, dovrà scendere a questi compromessi per una panchina pronta o magari ad aspettare che se ne liberi una. Con molta probabilità questa suggestione del suo ritorno è alimentata anche dalla sfida di questa sera, dove incontrerà un grande rivale sul campo del suo passato, da calciatore prima e da allenatore poi: Paolo Maldini.

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