Esclusive PRIMA PAGINA

ESCLUSIVA – Filippo Galli: “Che fare con l’Europa League? Io non ho mai vinto la Coppa Italia, ancora ci penso!”

Filippo Galli

Nella giornata di oggi, l’ex difensore del Milan Filippo Galli è intervenuto nel corso di una diretta su Instagram in esclusiva sui canali di AllMilan.it. Tra una coppa e l’altra, i temi toccati sono stati tantissimi: dal confronto del Milan con l’Inter fino ad Ibrahimovic e Maldini. Queste le dichiarazioni di Filippo Galli nel corso della nostra diretta:

Qual è il valore di un trofeo mai vinto dal Milan, l’Europa League?

“Nella mia carriera ho giocato in un gruppo straordinario per quattordici anni, il Milan. Mi manca in bacheca però la Coppa Italia. A me, ancora oggi, rimane il dispiacere di non averla vinta. Credo che giocatori e tifosi dovrebbero essere orgogliosi di giocarsi l’Europa League, quindi. Certo, vorremmo essere tutti in Champions ma penso che la squadra, ora con tutti gli infortunati, possa competere. Credo che si possa mantenere il quarto posto, o forse saranno cinque in base al ranking. L’Europa League può servire per esperienza e per crescere, per far giocare i giovani. È comunque un bene questa Europa League, anche se la Champions è di un altro pianeta anche per i guadagni finanziari”.

Quanto conta il terzo posto nel girone?

“In ambito europeo per alcuni giocatori credo sia importante fare esperienza ed accrescere le proprie competenze e conoscenze. Non possiamo negare la delusione: se quelle due partite fossero andate in una direzione diversa, o anche a livello realizzativo… ma con i se ed i ma non si fa nulla. Non va presa sottogamba questa competizione nuova, l’Europa League. Ci sono emergenze in difesa, ne avremo anche contro il Monza ma mi pare che la squadra si stia ritrovando”.

LEGGI QUI – TOMORI SENZA VELI: “I MIEI GOL ERANO FACILI!”

Qual è il reale divario tra Milan ed Inter ora, che in campionato segna nove punti?

“Nove punti sono tanti, chiaramente. Ma dobbiamo tenere presente che abbiamo perso due scontri diretti, e che questo vale doppio. Aumenta la differenza in classifica, il gap. Nonostante l’ultima gara contro la Real Sociedad, sembrano non dico una corazzata ma vanno forte. Io penso che questo Milan possa competere recuperando un po’tutti, anche dal punto di vista difensivo. Magari si potrebbe avere una rosa ancora più ampia qualitativamente e quantitativamente a gennaio”.

Come valutare il ritorno di Zlatan Ibrahimovic al Milan?

“Ibrahimovic dice sempre che lui è nato pronto. Bisogna ancora capire quale sarà il ruolo reale. Ci sono gli organigrammi e comunicati, accade così, con queste dinamiche che vedremo svilupparsi nel medio-lungo termiche. Capiremo meglio il suo ruolo, ma credo che anche lui farà lo stesso. Il ruolo sembrerebbe appartenere alla dirigenza di alto livello, certo, al momento”.

Ci sono differenze tra il Milan delle prime giornate e quello di ora. Come spiegarsi questo calo di rendimento?

“Gli infortuni hanno avuto tanta parte. Poi le squadre cominciano a capire come gioca il Milan che, con gli infortuni, non è stato così attento e dominante. L’altra sera è andata bene e abbiamo vinto, ma le partite in transizioni sono rischiose e puoi concedere sempre qualcosa. Il Milan ha perso in malo modo quando ha provato a fare la partita e però non è stato sufficientemente attento a difendere in maniera pro-attiva o con le ripartenze avversarie. Ad esempio contro la Juventus e nel derby, poi c’è qualcosa anche dal punto di vista della preparazione alla gara. A volte sono stati commessi degli errori e sono stati pagati subito, poi risultato dopo risultato si danno sicurezze importanti. Ma il Milan per ora non ha rubato nulla, mentre quando ha vinto ha meritato. Dobbiamo capire contro il Newcastle se il Milan si è ritrovato davvero, domenica ne avremo una prova importante”.

Ti convince il modulo e preferiresti l’opzione di un centrocampo a due, anche in fase difensiva?

“C’è il 4-2-3-1 che potrebbe diventare 4-4-1-1, anche se poi dipende sempre dalle interpretazioni e dalle caratteristiche dei giocatori. C’è Loftus-Cheek che quando abbiamo fatto bene era davvero impattante avanti e anche con la copertura, Reijnders era arrembante. È sempre una questione di equilibri al di là dei sistemi di gioco, come li chiamo io”.

Conosci bene Maldini, lui ha detto che bisogna proteggere la storia del Milan…

“Io penso che questo management, questa nuova proprietà, conosca esattamente la storia del Milan, tutto. Sono certo che facciano una conoscenza approfondita del Milan. Ma poi si muovono secondo logiche che a volte a noi possono sfuggire o possono essere meno comprensibili. Il calcio sta cambiando, c’è l’attenzione a creare un business sostenibile che porta a scelte in termini di progettazione, legato alla squadra. La squadra quando si allena deve tenere in mente impegni legati a interviste o marketing. Oggi il calcio è diventato questo, dobbiamo provare ad andare in questa direzione per forza. Questo, quindi, esula dal discorso di Paolo Maldini”.

Segui la nostra pagina Facebook per non perderti nulla del mondo Milan!