Alessandro Costacurta fa sentire la sua voce sulle pagine de La Gazzetta dello Sport. Nell’edizione odierna del quotidiano, l’ex colonna della difesa milanista è stato intervistato da Alessandra Gozzini. Un’analisi a tutto tondo che spazia dal lavoro del tecnico portoghese a Ramos, toccando anche Gila, Modric e le prospettive nella corsa al titolo dopo il punto strappato dai rossoneri a Torino.
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L’analisi di Costacurta
Amorim ha espresso chiaramente ai microfoni, nel post partita, che il Milan non avrebbe meritato di vincere contro la Juventus. È corretta come affermazione?
“La penso come lui, non è stata una sfida all’altezza delle aspettative. Sinceramente però resto fiducioso: io vedo qualcosa, vedo che stanno provando a essere diversi per uscire dall’impasse degli ultimi due-tre anni. Lo vedo dall’atteggiamento dell’allenatore per primo: ha un’energia positiva, mi piace come si rivolge alla squadra e all’ambiente esterno, anche a noi. Mi piace come persona. L’ho studiato: ho visto le partite di quando era allenatore dello Sporting, quando giocava in casa contro il Benfica o fuori con il Porto: è sempre stato lo stesso”.
È lo stesso tecnico a chiedere una squadra che domini le partite, il Milan lo è stato a tratti. Secondo lei in futuro sarà più continuo sotto questo aspetto?
“Ho giocato a calcio per 40 anni, ricordo e voglio ricordare ai tifosi del Milan i primi tre mesi con Sacchi allenatore. Per assorbire cambiamenti così grandi serve tempo. Nel Milan ho visto i difetti tipici di una squadra in costruzione. Un gruppo che ha fatto male nel gioco, ma bene nell’atteggiamento. Vado oltre la prestazione individuale e tecnica, guardo a quella del gruppo-squadra: undici che corrono e lottano, probabilmente, come due giorni fa, anche undici che sbagliano. Mi piace però vedere che provano a fare quello che gli si chiede: da qui possono solo che alzare il livello”.
Due gol subiti nella fase di recupero, proprio quando Gila ha lasciato il terreno di gioco. È un caso?
“Intanto diciamo che Gila esce un po’ troppo spesso, alla Lazio succedeva lo stesso. Non ho capito perché: alla sua età non regge i 90 minuti? Non credo ma magari c’è qualche problemino che si porta dietro. Per il resto in campo è forte, forte, forte: ha personalità, gioca bene a calcio, legge le situazioni in anticipo. Sembra anche più veloce di Tomori, anche senza esserlo, perché capisce prima dove andrà la palla, è intelligente. Per me è il migliore acquisto estivo del Milan. Ne avrei preso anche un altro di quel livello lì, ma capisco che non sia semplice: come Gila ce ne sono pochi”.
Questa squadra può competere per lo Scudetto?
“No, non sono forti come l’Inter. Lottare per la Champions sicuramente sì. L’Inter mi ha impressionato: se sai fare tre gol a una squadra che si barrica dietro come il Napoli vuol dire che sei fortissimo. Anche la Roma è più avanti del Milan. Oggi, insieme al Como, sono squadre sono spettacolari. Milan e Juve non arrivano ancora a quel livello”.
Sull’Europa League: Milan favorito?
“Diciamo che non vedo nessuno superiore a loro e alla Juve, ma non c’è poi così tanta distanza tra spagnole e inglesi. Spesso, se non si chiamano Real o Barcellona, le snobbiamo e non va fatto. Sono tutte partite trappola, anche perché dovrai sempre e comunque far giocare i migliori”.
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