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Non solo Leao, Costacurta non risparmia le critiche neanche a Maignan: il motivo

Costacurta

Billy Costacurta torna a commentare la deludente stagione del Milan. Intervenuto ai microfoni della Gazzetta dello Sport, l’ex difensore rossonero non ha risparmiato le critiche neanche al capitano della squadra Mike Maignan per un atteggiamento in particolare. Di seguito alcuni passaggi delle sue dichiarazioni:

Sul possibile addio di Leao

È sempre stato sbagliato, a mio avviso, considerarlo un leader, invece che un buon giocatore capace di accendersi a intermittenza. Personalmente non l’ho mai considerato da pallone d’Oro: ho giocato con alcuni di loro e… sono tutta un’altra cosa. Se va via, certo non perdi Kakà o Sheva. Rafa non è mai stato un fuoriclasse, anche se lui stesso poteva pensare di esserlo. Se poi invece cambia idea, arrivano i veri leader e a lui è data una dimensione diversa, in un contesto giusto, allora può anche essere utile. Ma deve essere visto per quello che è: un ottimo giocatore, non la stella della squadra”. 

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Sulle responsabilità di Allegri

La penso come Ancelotti, il più bravo di tutti: un allenatore incide sì, ma fino a un certo punto. Poi tocca ai giocatori. O, ancora meglio, distinguiamoli dai “calciatori”. Per giocare a calcio serve una buona tecnica e di gente con grande qualità il Milan ne aveva sicuramente. Poi però servono i calciatori a 360°, dentro e fuori dal campo, i Rabiot, i Modric”. 

Critiche anche a Maignan

“Ci sono episodi che dimostrano lo spessore della persona, prima ancora che del professionista. Quante volte Maignan, il capitano della squadra, ha portato in campo i compagni in ritardo? Che fosse l’inizio della partita o l’avvio della ripresa? Se è stato fatto volontariamente è una pochezza, se involontaria è ancora peggio: finisci solo per innervosire gli altri e l’arbitro. Il capitano del Milan è anche un esempio di stile e di puntualità. I dettagli che fanno la differenza sono altri: l’attenzione, le marcature, il sacrificio. Il resto sono solo bassezze”. 

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