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Cracco: “La squadra non può comporsi di un solo giocatore! Sullo Chef Allegri…”

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La seconda stella è un obiettivo che oggi il popolo milanista comincia a sentire vicino, dopo un inizio di stagione che ha cancellato i dubbi e le incertezze del passato recente. Il desiderio di cucire quel simbolo dorato sulla maglia è forte, alimentato anche dalla voglia di rispondere ai rivali interisti, che hanno conquistato la loro un anno e mezzo fa.

Ma non è solo la tifoseria a inseguire la “seconda stella”. Intervistato dai microfoni di SportMediaset, anche uno dei milanisti più noti e telegenici, Carlo Cracco, ne ha fatto un obiettivo personale. Non si tratta del ventesimo scudetto, ma del secondo riconoscimento Michelin, quello che sogna di riottenere per il suo ristorante nel cuore di Milano.

Sull’insegna, per ora, brilla una sola stella – proprio come sulla maglia rossonera – ma la voglia di raddoppiare è identica.

Il 2026, l’anno buono per Milan e Cracco

Il 2026 potrebbe essere l’anno giusto per entrambi. Il Milan, con 19 titoli di campione d’Italia, è a un passo dal ventesimo, e i primi mesi della nuova stagione hanno mostrato una squadra solida, equilibrata e mentalmente matura.

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Anche Cracco insegue la sua rinascita: la seconda stella Michelin, persa nel passaggio al nuovo locale, è un traguardo che vuole riconquistare a tutti i costi. Ma oltre alla cucina, nel cuore dello chef c’è sempre il Milan.

Durante la presentazione del suo nuovo libro, “Cracco in Galleria” – edito da L’Ippocampo per l’edizione italiana e da Phaidon per quella inglese – Cracco ha parlato con il consueto spirito ironico e l’eleganza che lo contraddistinguono. Provocato da alcuni amici interisti presenti all’evento, ha sorriso:

“Gli interisti vedono una realtà diversa”.

“Il calcio è un modo per discutere del nulla con gli amici”

Quando si parla di pallone, Cracco dimostra sempre un tono leggero ma competente. Si definisce un osservatore appassionato, lontano dagli estremismi, e riassume così il suo approccio al calcio:

“Il calcio è un modo per discutere del nulla con gli amici”.

Parole che racchiudono il senso più puro del tifo: una passione che unisce, diverte e fa sognare, senza prendersi troppo sul serio.

“La mia fede milanista va oltre tutto”

Alla domanda su quanto gli piaccia il Milan di oggi, Cracco non ha esitazioni:

“Mi piace, certo che mi piace. Ma la mia fede milanista va oltre il momento contingente. Va al di là dei momenti belli o brutti. È fede. Scegliere la squadra per cui tifare è come scegliere un colore: è quello e basta. La tua squadra è tutto quello che ti immagini.

Parole che suonano come una dichiarazione d’amore senza condizioni, tipica di chi ha vissuto il Milan in tutte le sue fasi, dalle glorie internazionali ai momenti di difficoltà.

“Non mi aspettavo questo Milan, ma le esperienze servono”

Sull’ottimo inizio di stagione, lo chef ammette la sua sorpresa, ma anche la fiducia nella crescita del gruppo:

“Non me l’aspettavo e mi godo il momento. Nessuno pensava a un avvio così, ma credo che le esperienze del passato siano servite. Tutti sbagliano, nel calcio e nella vita. L’importante è sapersi correggere.”

Una filosofia che vale tanto in cucina quanto nello sport: sbagliare, imparare, migliorare.

“Allegri come un grande chef”

Quando gli si chiede che tipo di “chef” sia Massimiliano Allegri, Cracco sorride ma risponde con lucidità:

“Uno di quelli che fanno la differenza, come Conte e pochi altri. Gente con personalità, seguita dalla squadra. Il ruolo dell’allenatore è comunicare le proprie idee: Allegri lo sa fare. Poi c’è chi capisce e chi no, come succede anche a noi in cucina. Ti arrivano ragazzi che devi gestire e valorizzare. Più li valorizzi, più crei valore per la tua squadra o per il tuo ristorante.”

Un paragone perfetto: il campo come una cucina, il tecnico come uno chef che mescola caratteri, talenti e ingredienti per creare una ricetta vincente.

“Leao è un ingrediente fondamentale, ma il piatto è…”

Su Rafael Leao, Cracco si esprime con entusiasmo ma anche con equilibrio:

“È qualcosa di molto importante. Un grandissimo giocatore, che forse vorrebbe una squadra costruita per lui, ma che si mette a disposizione del gruppo può essere determinante. La squadra, però, non può essere fatta da un solo giocatore. Forse è successo qualche volta in passato, ora non più.”

Ancora una volta, la metafora culinaria si intreccia con il calcio: Leao è un ingrediente pregiato, ma serve una ricetta completa per vincere.

“Il Milan ha tutto per puntare allo scudetto”

Parlando di ingredienti, non poteva mancare una riflessione sulla corsa alla seconda stella:

“Secondo me c’è tutto per puntarci, anche se io dico sempre che non è mai sufficiente e ce n’è fin troppo. Godiamoci la vetta e pensiamo a creare qualità. In passato abbiamo vinto e ci siamo divertiti con Sacchi, con Ancelotti e anche con Capello. Quello è il massimo per un tifoso. Vediamo dove riuscirà ad arrivare Allegri.”

Cracco, dunque, resta realista ma fiducioso. Il suo Milan ha identità, equilibrio e ambizione, e le premesse per un grande traguardo ci sono tutte.

“Pensando al derby? Due parole…”

Infine, un’ultima domanda, secca e simbolica: qual è la prima parola che gli viene in mente pensando al derby?

“Sono due: forza Milan.”

Due parole semplici ma cariche di passione. Come un piatto perfetto nella sua essenzialità, come la fede di chi non smette mai di credere nella seconda stella.

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