Un attacco durissimo, senza filtri. Michele Criscitiello, intervenuto su Sportitalia, ha acceso i riflettori su uno dei temi più delicati del calcio italiano: la mancata valorizzazione dei giovani provenienti dai settori giovanili. Nel mirino del direttore ci finiscono allenatori e direttori sportivi, accusati di non saper riconoscere, far crescere e lanciare i talenti di casa.
L’esempio principale portato da Criscitiello riguarda il Napoli e il caso Vergara, protagonista a sorpresa in Champions League:
«C’è un altro fallimento del Napoli clamoroso: il Napoli scopre Vergara protagonista in Champions League, frutto del tuo settore giovanile, buttato lì per sbaglio e tu te lo ritrovi solo perché sono calcisticamente morti in 20, altrimenti tu non gli fai fare neanche la partitella del giovedì».
Parole che diventano ancora più pesanti quando il giornalista sottolinea come il rendimento del giovane smascheri un sistema che non crede davvero nei propri talenti:
«Lo metti a Torino, fa la partita e in Champions è il migliore in campo: cioè questo è assurdo».
Criscitiello: “Gli italiani non li fate giocare voi!”
Criscitiello allarga poi il discorso citando altri esempi emblematici:
«Vergara, Bartesaghi, Palestra sono la dimostrazione che direttori e allenatori sono una banda di ignoranti. Non dovete venire a dire che non ci sono gli italiani, non li fate giocare voi!».
Un’accusa che va oltre i singoli club e diventa sistemica. Secondo Criscitiello, in Italia manca proprio la competenza nella gestione dei giovani:
«In Italia non conoscono i giocatori, non sanno farli crescere, non sanno seguirli. È un dato di fatto».
Il caso Palestra, esploso dopo un prestito quasi casuale, e quello di Vergara, lanciato solo per emergenza, diventano simboli di un modello fallimentare:
«Vergara gioca perché non stanno bene in 20 ed è gravissimo. Poi bene che questi ragazzi rispondono: ti stanno dando uno schiaffo morale».
La chiusura è un atto d’accusa definitivo contro il sistema:
«Quando diranno “non sono pronti per il Mondiale, noi non costruiamo giovani come in Spagna”, potremo dire che noi in Italia abbiamo direttori e allenatori incapaci».
Parole forti, destinate a far discutere. Ma che riaprono, ancora una volta, una domanda centrale: il problema dei giovani in Italia è davvero la mancanza di talento, o chi dovrebbe avere il coraggio — e la competenza — di farli giocare?
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