Michele Criscitiello torna a parlare del Milan e lo fa con parole forti su Zlatan Ibrahimovic. Nel suo consueto editoriale su Sportitalia, il direttore ha analizzato il momento delicato del club rossonero, soffermandosi in particolare sul ruolo sempre più centrale dell’ex attaccante svedese all’interno della società. Un intervento che riaccende il dibattito tra tifosi e addetti ai lavori, soprattutto in una fase di profonda riorganizzazione dirigenziale e tecnica del Milan.
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“Ibrahimovic non si è tolto un sassolino dalle scarpe riprendendosi il Milan, ha solo creato confusione e imbarazzo ma soprattutto sta riuscendo nell’ardua impresa di cancellare dalla memoria di tutti gli amanti del calcio quello di cui è stato capace di fare da calciatore. Gli esperimenti del Milan sono finiti e sono falliti tutti. La pista straniera, prima Fonseca e poi Conceicao, la sicurezza italiana Allegri con Tare, adesso senza dirigenza di nuovo le piste straniere in ritardo sulla tabella di marcia”.
“Il Milan va tutelato e oggi non è possibile farlo senza un vero riferimento in società. Mentre l’Inter cresce e il Napoli ricostruisce, i rossoneri sono indietro persino alla Juventus che certamente non sta facendo grandi progetti per il suo futuro. Il pericolo è di far avanzare nettamente l’Inter che può trarre vantaggio dalle proprie qualità ma anche dai clamorosi autogol delle principali concorrenti. In questa mediocrità totale c’è spazio per la crescita della Roma. I tifosi del Milan, finora, sono stati fin troppo tranquilli. In altri tempi, di fronte a questo strazio, il popolo rossonero scendeva in piazza per far sentire la propria voce. E mentre i tifosi si allontanano la società decidere di alzare i prezzi degli abbonamenti. Altro mistero. Altro errore. Senza Champions, senza dirigenza e senza ambizione”.
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