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Di Canio: “Milan come Manchester City. Se questo giocatore manca è un bel problema…”

Il Milan non va oltre il pareggio al Tardini di Parma, portando a casa un solo punto e sfumando l’obiettivo di arrivare alla pausa in vetta al campionato. Nonostante l’ottimo avvio di partita, con il gol di Saelemaekers e il rigore di Leao nei primi 20′, il Diavolo si fa recuperare dai Ducali tra la fine del primo tempo e la prima metà della ripresa. Il tecnico livornese a fine partita dirà: “Siamo dispiaciuti e arrabbiati. Bisogna essere più sereni e tranquilli quando ci sono certi momenti della partita. Ci siamo fatti trovare impreparati: per loro è sembrato troppo facile. Dispiace per stasera perché, per come si era messa, non dovevamo concedere quell’1-2 e non dovevamo approcciare così loro forcing. Quando sei sopra non devi far cambiare l’inerzia, quando sei sotto la devi cambiare tu”. 

Terzo posto (a pari merito con il Napoli) e 22 punti conquistati fin qui dalla squadra meneghina. Un avvio positivo, ma non di certo da scudetto. Il noto opinionista ed ex calciatore Paolo di Canio, ai microfoni di SkyCalcio Club, espone il suo pensiero a riguardo, paragonando il Milan ad un’altra nota compagine inglese.

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Queste le sue dichiarazioni:

Le assenze sono determinanti. Ad esempio il Manchester City quando ha ricominciato ad avere qualità offensiva, ha difeso meglio. Dalla Cremonese in poi, il Milan è cresciuto e aveva undici giocatori che correvano nelle due fasi, con equilibrio, disciplina, giocavano in funzione del compagno: andavano a finalizzare subendo zero gol. Le ultime cinque il Milan ne ha fatti 8 e subiti 6: il gioco è di squadra, non si scappa. Se tu aspetti solo che Leao faccia gli strappi, nell’economia della gestione della partita il fatto che non dia mai un riferimento e addirittura cammini lo supporti, ma senza l’aiuto di Rabiot i gol da dove vengono? Questa squadra è cresciuta quando ha giocato di squadra. Leao deve giocare sempre, è quello più qualitativo, però se non c’è Rabiot da quella parte è un grandissimo problema”. 

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