In questi primi mesi della stagione a non far rumore è chi nella sua carriera ne ha fatto molto, cioè Zlatan Ibrahimovic.
L’ex attaccante del Milan dell’ultimo scudetto era tornato al Milan come dirigente dopo un periodo di pausa dal mondo del calcio. A far la differenza è stata la grande stima da parte di Gerry Cardinale nei suoi confronti. Ibra ha conosciuto appieno queste idee nel periodo in cui giocava ai Los Angeles Galaxy.
Cultura statunitense che ha colpito in positivo Zlatan Ibrahimovic che dopo la chiamata con Cardinale non ha esitato ed è ritornato in vesti nuove al Milan. In molti pensavamo come dirigente stile Maldini, ma così non è stato.
Ibrahimovic infatti non ha mai fatto parte dell’organigramma rossonero e dunque della dirigenza del Milan. Al suo ritorno, il terzo al Milan, Ibrahimovic è diventato il braccio destro di Cardinale. Colui che avrebbe fatto da legante tra proprietà, Redbird e campo.
Un ruolo che si potrebbe definire simile a quello dell’amministratore delegato, senza tutta la parte dietro alla scrivania. Nel suo primo periodo Ibrahimovic si è reso protagonista di svariate uscite, spesso esagerate per un dirigente, che hanno macchiato o peggiorato la situazione dei rossoneri. Un esempio è ciò che aveva detto il 17 settembre 2024 prima della partita contro il Liverpool.
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“Il ruolo è semplice: io sono il boss e comando io, tutti gli altri lavorano per me”. Frase che è stata reinterpretata in più occasioni, ma che riconferma anche il ruolo di Ibrahimovic all’interno del Milan. Lui infatti è sopra ai dirigenti rossoneri, essendo il braccio destro di Cardinale.
Alcune figure all’interno della dirigenza e tifosi non hanno apprezzato quella dichiarazione e sopratutto il tono da Ibra calciatore che si sarebbero aspettati un atteggiamento diverso da parte sua.
Da lì in poi Ibrahimovic si è visto sempre meno all’interno del mondo Milan, fino a sparire. Ad oggi infatti la sua figura sembra ormai ai margini del progetto del Milan a livello di presenza. A dare nuove risposte al ruolo dell’ex bomber rossonero è il giornalista Peppe Di Stefano ai microfoni di SkySport24:
“Non ci sono novità riguardo Ibrahimovic, che è e resta un dirigente RedBird e che è e resta un uomo di Cardinale. Non è mai stato un dirigente del Milan”.
“Il suo coinvolgimento diretto a Milanello negli ultimi mesi è stato circoscritto ad una sola presenza, ma il suo coinvolgimento nel mondo RedBird rimane”.
“Da uomo di fiducia di Cardinale e quindi indirettamente coinvolto anche nell’universo rossonero”.
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